L'aria acida non si addice al Covid. Né agli altri virus trasmessi per via aerea. Non è una scoperta recente, ma l'attualità sanitaria spiega il rinnovato interesse. Nella medicina tradizionale cinese, per esempio, si consigliava di bollire l'aceto perché i fumi così prodotti purificavano l'aria (sterminando i virus).
Quella vecchia intuizione è ora stata testata da scienziati svizzeri. Tamar Kohn della Scuola politecnica federale di Losanna e Thomas Peter della sede zurighese del medesimo ateneo propongono di usare un acido più forte di quello acetico, quello nitrico. E hanno pubblicato i risultati dell'esperimento sulla rivista Environmental Science and Technology. In breve: quando l'acido nitrico entra in un droplet che contiene il virus per quest'ultimo la vita si fa molto dura. Anche per il Covid che si è dimostrato molto più resistente all'aria di quanto non lo fosse quello della normale influenza (giorni contro minuti).
Dunque spruzziamo case e uffici di acido nitrico? Calma e gesso. Iniettare l'acido nel sistema di aria condizionata di un edificio ridurrebbe, sostengono i modelli usati dagli scienziati (neppure loro hanno potuto sperimentare dal vivo) di mille volte la probabilità di infezione. Certo, bisognerebbe respirare un'aria più acidificata, ma basterebbe tenerla a livelli pari a un decimo della soglia ammissibile sia in America che in buona parte d'Europa. Insomma, non sarebbe nociva. Ma nell'attesa che la ricerca vada avanti, continuiamo con aerazione e mascherine.
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