Prostitute, sodomia e amore: l'Oriente proibito di Flaubert
di Daria Galateria , di Daria GalateriaEcco Gustave Flaubert, insolitamente euforico. "L'asinata del luogo comune cresce con la civiltà" sosteneva, e dunque, in viaggio, a 27 anni, in Oriente, sbalzato lontano dalla bêtise, la stupidità che invadeva il secolo, Flaubert può stordirsi in quell'incontaminato mondo: nel sole e tra le palme coi loro grappoli di datteri, precisi come nell'osservazione di Sancho Panza: "Oh la bella ragazza coi suoi orecchini pendenti, come un palmizio carico di datteri". Naturalmente il romanticismo lo nausea, e Flaubert trova quasi sempre, alle sue frasi, chiuse grottesche: "L'adipe è per le donne vecchie ciò che l'edera è per i ruderi, nasconde i danni e li consolida" scrive a Malta di una vecchia andalusa; al Cairo, dal console, una donna una volta molto bella (moglie di un tamburino còrso di Napoleone, ora capo della polizia turistica) in bianco e tarbuch, il berretto turco, color oro, ha …
Ecco Gustave Flaubert, insolitamente euforico. "L'asinata del luogo comune cresce con la civiltà" sosteneva, e dunque, in viaggio, a 27 anni, in Oriente, sbalzato lontano dalla bêtise, la stupidità che invadeva il secolo, Flaubert può stordirsi in quell'incontaminato mondo: nel sole e tra le palme coi loro grappoli di datteri, precisi come nell'osservazione di Sancho Panza: "Oh la bella ragazza coi suoi orecchini pendenti, come un palmizio carico di datteri". Naturalmente il romanticismo lo nausea, e Flaubert trova quasi sempre, alle sue frasi, chiuse grottesche: "L'adipe è per le donne vecchie ciò che l'edera è per i ruderi, nasconde i danni e li consolida" scrive a Malta di una vecchia andalusa; al Cairo, dal console, una donna una volta molto bella (moglie di un tamburino còrso di Napoleone, ora capo della polizia turistica) in bianco e tarbuch, il berretto turco, color oro, ha il sedere quadrato.
Eppure, ci sono momenti di pura liricità sentimentale, e dove forse non te lo aspetti: "Prima notte sul Nilo. Stato di appagamento e di lirismo... ci sono delle stelle. Mi addormento nel mio letto da campo che ho fatto collocare sul ponte, e con che gioia! Vengo svegliato prima di Maxime; destandosi, tende il suo braccio sinistro per cercarmi"; a Karnak, "piccolo stagno verde, la riva è punteggiata da canne appuntite, pungenti - Maxime fa il suo bagno là. Spettacolo del suo corpo nudo, in piedi sulla riva".
Maxime Du Camp è l'amico con cui Flaubert è partito, il 22 ottobre 1849, per il suo Viaggio in Oriente (l'ampia edizione, che reintegra i passi un tempo espurgati, è stata curata da Claudine Gothot-Mersch per Gallimard nel 2006, e ora è tradotta da Olimpia Antoninetti presso Ibis). Flaubert, nel 1843, è rimasto subito incantato dalla disinvoltura mondana di Maxime; ma quando nella corrispondenza userà parole troppo emozionate per altri amici ("ti ho amato a prima vista", "ho ricevuto la tua lettera tanto desiderata. Mi sono bagnato") è piuttosto per un virile gusto per la salacità, l'uso di scambiarsi biglietti sboccati. Alto un metro e 83 (un colosso che farà tremare i collezionisti Goncourt e il loro lampadario della camera da pranzo), Gustave precisava: "ho spalle da facchino e un'irritabilità nervosa da damigella".
Dal 1849 al 1851, dunque, Egitto, Libano, Rodi, Siria, Palestina, Turchia, Grecia, Italia. Appaiono subito nel Viaggio i danzatori, brutti ma affascinanti "di degradazione intenzionale": il "trillo di muscoli", con pube, reni e inizio delle natiche a nudo, velati da una garza nera. "Avanzano verso di voi, le braccia distese", e la faccia, "sotto il trucco e il sudore, rimane più inespressiva di una statua". Si parla della propria sodomia in pubblico, e a tavola. "Viaggiando per istruirci, e con un incarico governativo" (l'abile Maxime ha procurato ai due viaggiatori una pleonastica missione di tipo amministrativo per conto del Ministero dell'Agricoltura e del commercio), "abbiamo considerato nostro dovere dedicarci a questo tipo di eiaculazione"; la si cerca nei bagni, ma l'effetto è il disgusto, esattamente come con le prostitute - Flaubert deve spostare una nidiata di gatti per stendersi, la donna è "barricata nei pantaloni annodati", l'insieme è "pestifero, da lebbrosario". E in mezzo a tutto questo, c'è Joseph, il cuoco e valletto, a fare da interprete.
Ma il grande smalto del Viaggio è nell'esotismo; galline sulle case, barche con le vele incrociate come uno scialletto; i cortei di nozze, con i suonatori di timpani sugli asini, i cammelli tutti ricoperti di piastre d'oro e ginocchiere a specchi, le donne ululanti nel tipico strillo zagarit, e i lottatori nudi e unti d'olio che simulano il combattimento; o la festa per la circoncisione di un cammello, ossequiato da un grande fallo mobile; a Galata i dervisci roteano. Si dorme poco - per le pulci - su vecchie stuoie o dentro al mantello, sotto il cielo: cammelli, beduini e asini, alla rinfusa; una vecchia con la bazza e nessun dente fila il fuso. Sublimi le disavventure, quando gli asini si perdono e tocca aspettarli stesi sulla sabbia; o se un mulo si caccia in una buca e bisogna spianare la strada con le mani, ma la bestia con le vettovaglie e gli attrezzi da cucina ruzzola; la guida, mortificata, si percuote con due sassi i lati della testa. Ci si dondola sui dromedari o si trotterella su asini che sembrano tacchini; caracollando verso le piramidi - i luoghi sono colpi al cuore, dalla Sfinge a Baalbek al Parnaso - perfino Maxime è pallido: ma all'interno delle piramidi si scivola su sterco di pipistrelli. In certi villaggi del Libano, "quando i cristiani si ritirano in pianura", alcuni uomini "vendono l'uso della moglie" a un estraneo.
Il mondo trascorso ogni tanto riaffiora: una ragazza assomiglia in brutto a Laure Le Poittevin, la sorella di un amico scomparso (che intanto si sposa, e sarà madre di Guy de Maupassant); un viso rievoca la Musa (la volitiva, armi alla mano, poetessa Louise Colet, che invano cerca di assicurarsi l'affetto di Flaubert); all'Hôtel du Nil, incongrue stampe di Gavarni e Daumier sorvegliano immobili il nero che vuota i vasi da notte. Flaubert è considerato "molto spiritoso" nelle rare occasioni sociali - in nave, nei consolati. A Roma lo raggiunge la madre; Max è rientrato. A giugno del 1851, Flaubert torna alla civiltà; per farle resistenza, ci sarà solo la bella letteratura: "Mi immerdo nella perfezione".
Sul Venerdì del 20 gennaio 2023