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Elena Micheli e il pentathlon moderno: Cinque sport per me posson bastare

Elena Micheli (23 anni) in una delle discipline del pentathlon, equitazione (salto ostacoli) (Nuno Goncalves) 
Scherma, nuoto, equitazione, tiro a segno e corsa: è italiana la campionessa del mondo di pentathlon. Che ora sogna di cavalcare a Versailles. Almeno per un’ultima volta...
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Una e quintupla. Elena Micheli ha scelto di non scegliere. Una pentathleta, del resto, questo fa e questo è. Una brava in tutto. Il pentathlon moderno, lo sport del soldato, come lo definì Pierre de Coubertin: scherma, nuoto, equitazione, tiro a segno, corsa. Dal 1912, l'anno della prima apparizione olimpica, a Tokyo 2020 è sempre stato uguale a se stesso. Così sarà fino a Parigi 2024. Poi tutto cambierà. Addio a cavalli e cavalieri. Addio alla specialità, delle cinque, che Elena ama di più. A lei, campionessa del mondo nel 2022, seconda pentathleta azzurra di sempre dopo Claudia Corsini (2005), la storia non va troppo a genio. Un motivo c'è: i maltrattamenti della tedesca Annika Schleu e della sua allenatrice Kim Raisner sul suo Saint Boy, gli incitamenti a frustarlo, i pugni, l'orrore in diretta tv, durante l'Olimpiade giapponese. Le immagini che fanno il giro del mondo.

"Ero lì, furono momen…

Una e quintupla. Elena Micheli ha scelto di non scegliere. Una pentathleta, del resto, questo fa e questo è. Una brava in tutto. Il pentathlon moderno, lo sport del soldato, come lo definì Pierre de Coubertin: scherma, nuoto, equitazione, tiro a segno, corsa. Dal 1912, l'anno della prima apparizione olimpica, a Tokyo 2020 è sempre stato uguale a se stesso. Così sarà fino a Parigi 2024. Poi tutto cambierà. Addio a cavalli e cavalieri. Addio alla specialità, delle cinque, che Elena ama di più. A lei, campionessa del mondo nel 2022, seconda pentathleta azzurra di sempre dopo Claudia Corsini (2005), la storia non va troppo a genio. Un motivo c'è: i maltrattamenti della tedesca Annika Schleu e della sua allenatrice Kim Raisner sul suo Saint Boy, gli incitamenti a frustarlo, i pugni, l'orrore in diretta tv, durante l'Olimpiade giapponese. Le immagini che fanno il giro del mondo.

"Ero lì, furono momenti davvero drammatici. Annika ebbe un malore e nei giorni successivi subì un trattamento disumano sui social. Le augurarono le cose peggiori. Un giorno che non si dimentica facilmente". 

Tra un anno e mezzo, addio al pentathlon di de Coubertin.  
"Il salto a ostacoli in sella a un cavallo sarà sostituito da una sorta di Spartan Race, una corsa tra fossi e siepi: a livello giovanile è già così. Sarà l'addio a una storia gloriosa, meravigliosa. Nei decenni e soprattutto negli ultimi anni è cambiato molte volte il formato. All'inizio le gare di pentathlon si svolgevano in cinque giorni, adesso sono tutte condensate nello stesso luogo, uno stadio, e in un'ora e mezza. La prova di tiro avviene con una pistola laser ed è intrecciata a quella di corsa. Esigenze televisive, dicono. Siamo piccoli e in un'Olimpiade siamo schiacciati dai grandi sport, dall'atletica e dal nuoto. Siamo antichi. Saremmo rimasti così volentieri". 

Elena impegnata nel tiro a segno (pistola) (Nuno Goncalves) 

La sua passione com'è nata?  
"Per caso. Sono romana, avevo iniziato nuoto, ma il mio istruttore stava creando una società di pentathlon moderno. Propose a me e ai miei due fratelli di provare. Mi sono innamorata subito. Anche perché sono una persona incostante, a cui piace cambiare". 

In che senso?  
"L'idea di fare lo stesso sport sempre, nuoto sempre, atletica sempre, mi annoiava. Sono eclettica, proprio come tutti i pentathleti, ma anche gli specialisti di prove multiple come il decathlon, il triathlon. La nostra migliore qualità è la costanza, è l'equilibrio che fa la nostra bravura. E poi, perché scegliere? Ora sono nel Centro sportivo dei Carabinieri". 

Come si allenano discipline tanto diverse?
"Bisogna avere il bilancino, saper alternare una disciplina di forza e una tecnica. Mai, o raramente, nello stesso giorno si fa nuoto - la nostra gara sono i 200 stile libero - e corsa che per noi è  una gara cross country in cui percorriamo poco più di tre chilometri. Servono qualità fisiche e psicologiche per primeggiare". 

La corsa campestre (3.200 metri) (Nuno Goncalves) 

Le peserà il pentathlon senza l'equitazione?  
"Quello è il momento più speciale, più bello delle nostre gare. Io adoro gli animali e nel salto l'affiatamento col cavallo è fondamentale. Noi non abbiamo il tempo di crearlo, i cavalli ci vengono assegnati la mattina stessa della gara, a sorte. E lì conta la capacità di stabilire subito un feeling con loro. Mi alleno molto proprio su questo. I cavalli poi devono rispondere a parametri precisi: non devono essere né troppo giovani, né troppo anziani, devono saper saltare ostacoli di 120 centimetri. E pensare che proprio a cavallo ho buttato via la mia prima Olimpiade". 

Due anni fa.  
"Sì, due cadute, zero punti,  gara andata, ma avevo appena 21 anni. Alice Sotero, la mia compagna di squadra, andò molto vicina alla medaglia. È stata formidabile nel dopo Tokyo: ha avuto una bimba e ora si è rimessa ad allenarsi in vista di Parigi 2024". 

Lei inizia questa stagione da campionessa del mondo. Il titolo è arrivato ad Alessandria d'Egitto.  
"In un caldo assurdo, in una giornata pazzesca. La nostra gara è finita alle 11 di sera, non avevamo più nulla. E mi sono riscattata proprio nella prova di equitazione, con un percorso netto, 300 punti, en plein. Il solco l'ho scavato poi nella prova di nuoto. Anche quella è una specialità che mi si addice e che preparo molto bene. In piscina mi alleno spesso con Luca Dotto, abbiamo lo stesso tecnico. Le prove di equitazione le preparo nel centro militare di Montelibretti".

Come ha festeggiato l'oro?
"Mi sono regalata una vacanza con il mio fidanzato a Zante. Ho frequentato il liceo classico Giulio Cesare, quello della canzone di Antonello Venditti: da appassionata di classicità un viaggio in Grecia è il massimo, e l'anno prossimo ci siamo promessi di andare a visitare Atene e il Partenone". 

La scherma (spada) (Nuno Goncalves) 

Prima la laurea.  
"Mi mancano quattro esami e la tesi per la laurea triennale. Studio Scienze politiche e relazioni internazionali, mi piacerebbe approfondire una tematica legata allo sport, come ad esempio l'esclusione degli atleti russi e bielorussi dalle competizioni per via della guerra all'Ucraina. È un tema molto forte, che tocca anche noi pentathleti: in quei due Paesi c'è una grande tradizione". 

L'Italia del pentathlon da quante persone è composta?  
"Tremila persone scarse tra atleti, dirigenti, allenatori, giudici. Alle gare italiane saremo al massimo un centinaio. Chi non vuole il pentathlon alle Olimpiadi usa spesso questo argomento: siete uno sport di nicchia, praticato da pochi e visto da pochissimi. Io rispondo: siamo uno sport bellissimo e completo. E pulito". 

Le gare di Parigi 2024 si svolgeranno nei giardini della Reggia di Versailles. Una venue da brividi.  
"Per scaramanzia non ho ancora guardato come e dove, ma so di Versailles e sì, ho davvero i brividi solo a pensarci. Scaramanzia perché devo ancora qualificarmi, e quest'anno abbiamo tre occasioni: la Coppa del Mondo, l'Europeo a luglio in Polonia e il Mondiale a Bath, in Inghilterra, a fine agosto. Ogni anno tutto si rimescola, si ricomincia da zero. Ma io sono pronta".

Sul Venerdì del 27 gennaio 2022