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Scuola, il rischio-boomerang del congedo mestruale

Foto di Sasun Bughdaryan su Unsplash 
BIORITMI. Assenza giustificata per le studentesse che soffrono di dismenorrea. Ma c'è chi avanza dubbi: rischiamo di tornare indietro
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Due giorni al mese a casa senza che l’assenza sia conteggiata sul registro: il liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna ha introdotto, primo in Italia, il cosiddetto “congedo mestruale”, guadagnandosi, a dicembre, l’attenzione della stampa: alle studentesse che soffrono di dismenorrea, cioè di forti dolori durante il ciclo, basta un certificato medico rilasciato all'inizio dell'anno scolastico per potere contare su questa specie di bonus. Finora sono undici le ragazze che hanno fatto valere la nuova norma introdotta nel regolamento (l'istituto ha circa 850 iscritti,e nel 70 per cento si tratta di studentesse). Non una novità assoluta; la Spagna ha hià concesso questa possibilità alle ragazze (e di recente ha approvato la distribuzione gratis di prodotti per l’igiene mestruale in uffici pubblici, scuole, carceri ecc.).Ma per noi è tutto ancora abbastanza nuovo.

Due giorni al mese a casa senza che l’assenza sia conteggiata sul registro: il liceo artistico Nervi-Severini di Ravenna ha introdotto, primo in Italia, il cosiddetto “congedo mestruale”, guadagnandosi, a dicembre, l’attenzione della stampa: alle studentesse che soffrono di dismenorrea, cioè di forti dolori durante il ciclo, basta un certificato medico rilasciato all'inizio dell'anno scolastico per potere contare su questa specie di bonus. Finora sono undici le ragazze che hanno fatto valere la nuova norma introdotta nel regolamento (l'istituto ha circa 850 iscritti,e nel 70 per cento si tratta di studentesse). Non una novità assoluta; la Spagna ha hià concesso questa possibilità alle ragazze (e di recente ha approvato la distribuzione gratis di prodotti per l’igiene mestruale in uffici pubblici, scuole, carceri ecc.).Ma per noi è tutto ancora abbastanza nuovo.

Nelle scorse settimane la richiesta di “fare come a Ravenna” è stata approvata in due licei, a Trapani e a Messina. E di recente è stata rilanciata dalla Rete degli studenti medi di 25 scuole romane, che su Facebook scrive: «Una misura di civiltà, che renderebbe le nostre scuole degli spazi più adatti alle esigenze di tutt3... Ne usufruirebbero l3 student3 affett3 da patologie del ciclo...». Salta all'occhio che si usi il 3 inclusivo (santo cielo, ma non sono le "ragazze" le "studentesse" ad avere le mestruazioni?), secondo le regole di un iper correttismo che si ritiene faccia piacere alle persone trans.

Ma, a parte questo, sarà vero progresso? Se gli studenti ne sembrano certi, qua e là c’è chi avanza dubbi. Paolo Pendenza, che guida l'Associazione nazionale presidi del Trentino, è perplesso di fronte a quello che "sembra un certificato medico in bianco". E nei giorni scorsi una docente si è anche rivolta ai giornali: «Come donna ho paura che aprire la strada al congedo mestruale possa avere un effetto boomerang in tema di parità dei diritti. Porrebbe di nuovo l’accento sull’essere noi donne, anche per ragioni fisiche, il sesso debole e bisognoso di protezione. Se, poi, dal mondo della scuola ci si dovesse spostare al mondo del lavoro, potrebbe rafforzare la mentalità per cui è meglio assumere un uomo invece che una donna».

Sul Venerdì del 10 febbraio 2023