Il Venerdì

"Gigi la legge", un vigile nel giardino dell'anima

Pier Luigi Mecchia è il protagonista del film di Alessandro Comodin Gigi la legge
Pier Luigi Mecchia è il protagonista del film
di Alessandro Comodin Gigi la legge 
PSYCHO Un piccolo film, novità preziosa tra Benigni e Tati
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I primi venti minuti sono strepitosi. C'è un signore nel suo giardino, un rigoglioso giardino, che discute con un vicino che si lamenta per l'esuberanza invadente delle piante. Quasi sempre ripreso di spalle, Gigi, che di questo giardino rigoglioso è il proprietario, oscilla tra il garbo e l'invettiva. Sarebbe sbagliato guardarlo come un momento di comicità: è un momento di vita all'apice della tragicommedia. C'è qualcosa del primissimo Benigni, ma con la poesia stralunata di Jacques Tati. Merito anche della lingua friulana, la calamita della sua cadenza. Entrambi i vicini concludono che l'altro ha bisogno di uno psichiatra. Anche in questo modo, di soppiatto, il tema della salute mentale entra nel film. Si svilupperà più avanti nel racconto di un TSO psichiatrico: molti ne ho visti, di Trattamenti Sanitari Obbligatori, mai raccontati con tanta incantata umanità. Bravo, bravissimo Alessandro Comodin, regista di Gigi la legge, novità preziosa nel panorama cinematografico a cui siamo abituati.

Dal cognome capite che Comodin è friulano, come la lingua del suo film e quella di Pasolini: "Sot di un tèj clípid di vert/i colarài tal neri/da la me muàrt ch'a dispièrt/i tèjs e il soreli" ("Sotto un tiglio tiepido di verde,/cadrò nel nero/della mia morte che disperde/i tigli e il sole"). Cito questi versi perché, nel film, non solo gli alberi, anche la morte è protagonista: Gigi, che è un vigile, indaga, a modo suo, un modo beckettiano, sulla morte di una ragazza, suicida sotto un treno. Dolore e dolcezza convivono in queste campagne dove sembra non succedere niente e la vita di Gigi, provocatore chiacchierone, corteggiatore gentile, visionario ironico, scorre tra realtà e fantasia, insegnandoci molte cose. E alla fine gli siamo tutti affezionati, al Gigi, prigionieri del suo giardino, che è fuori dal tempo e dentro l'anima.

Sul Venerdì del 3 marzo 2023