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Il dialogo tra generazioni è molto fico

Una scena del film Il frutto della tarda estate, della regista franco-tunisina Erige Sehiri. Gli attori sono tutti non professionisti    
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Racconto poetico e ritratto sociale convivono mirabilmente nel film della regista franco-tunisina Erige Sehiri Il frutto della tarda estate, storia di un giorno di lavoro nel fitto dei rami e dei discorsi. In un frutteto della Tunisia del Nordovest, una squadra di ragazze e donne più anziane, di ragazzi e uomini più anziani, raccolgono i fichi sotto gli occhi severi del caposquadra. Mentre lavorano, parlano: momenti drammatici, verità personali, divergenze generazionali. Le ragazze giocano, litigano, parlano degli uomini, del futuro e di sé stesse. Donne diverse che portano il velo in modi diversi. Nell'aria la grazia di Marivaux, dialoghi che s'intrecciano e s'avvitano tra i rami fragili delle piante. Michel Foucault diceva che un giardino è la più piccola particella e al contempo la totalità del mondo. Vale anche per questo frutteto, spazio perfetto per ambientare il film: un luogo esterno, ma chiuso; isolato, ma aperto. A…

Racconto poetico e ritratto sociale convivono mirabilmente nel film della regista franco-tunisina Erige Sehiri Il frutto della tarda estate, storia di un giorno di lavoro nel fitto dei rami e dei discorsi. In un frutteto della Tunisia del Nordovest, una squadra di ragazze e donne più anziane, di ragazzi e uomini più anziani, raccolgono i fichi sotto gli occhi severi del caposquadra. Mentre lavorano, parlano: momenti drammatici, verità personali, divergenze generazionali. Le ragazze giocano, litigano, parlano degli uomini, del futuro e di sé stesse. Donne diverse che portano il velo in modi diversi. Nell'aria la grazia di Marivaux, dialoghi che s'intrecciano e s'avvitano tra i rami fragili delle piante. Michel Foucault diceva che un giardino è la più piccola particella e al contempo la totalità del mondo. Vale anche per questo frutteto, spazio perfetto per ambientare il film: un luogo esterno, ma chiuso; isolato, ma aperto. Accoglie e contiene le voci delle relazioni private e sociali, si fa custode di sogni e speranze, dà parola, nel dialetto locale, alla generazione delle giovani, più veloci, e a quella delle anziane, più legate alle tradizioni. Ma soprattutto parlano i volti, le espressioni e i gesti delle attrici e degli attori, tutti non professionisti, quasi senza copione. "Mio padre viene da un villaggio di questa regione dove la coltivazione dei fichi è molto diffusa", dice la regista. "Osservavo mio padre curare i suoi fichi e ascoltavo le sue spiegazioni sulla fecondazione e l'impollinazione. Il fico è un frutto sensuale, fragile, ma la sua pianta ha foglie forti. Un po' come i personaggi del film".

Il frutto della tarda estate è una storia totalmente locale che nel suo svolgersi diventa universale. Un film benedetto da un albero sacro e dal suo frutto, figlio del Mediterraneo, simbolo dolce della vitalità dell'eros.

Sul Venerdì del 24 marzo 2023