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Ottant’anni di Lsd: così parlò il suo scopritore

Un ritratto di Albert Hofmann (1906-2008) alla mostra LSD, the 75 Years of a Problem Child, a Berna nel 2018. Getty Images 
Nel 1943, cercando una cura per la pressione sanguigna, il chimico svizzero Albert Hofmann sintetizzò il potente allucinogeno. Lo scrittore Nicola Lagioia ha letto il libro con le sue riflessioni filosofiche: "Per lui era una sostanza sacra"
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Circa ottant'anni fa, il 19 aprile del 1943, mentre l'Europa bruciava nell'abisso della Seconda guerra mondiale, nella neutrale Svizzera, a Basilea, un giovane chimico di nome Albert Hofmann fece una corsa in bicicletta destinata a entrare nella storia. Quel giorno divenne una ricorrenza, il bicycle day, celebrata ogni anno da una nemmeno così sparuta parte del genere umano.

Qualche anno prima Hofmann aveva effettuato per conto della Sandoz, una multinazionale farmaceutica, degli studi sull'ergot, un parassita della segale. Il suo scopo era trovare un rimedio per la stabilizzazione della pressione sanguigna. La sostanza che aveva sintetizzato non sembrava tuttavia così efficace. Ma a Hofmann qualcosa non tornava. Da qualche parte sentiva che l'Lsd-25 (così aveva battezzato la sostanza) non era un esperimento fallito. Del resto - Alexander Fleming insegna - non era la prima volta che qualcosa di importante veniva scoperta cercandone un'altr…

Circa ottant'anni fa, il 19 aprile del 1943, mentre l'Europa bruciava nell'abisso della Seconda guerra mondiale, nella neutrale Svizzera, a Basilea, un giovane chimico di nome Albert Hofmann fece una corsa in bicicletta destinata a entrare nella storia. Quel giorno divenne una ricorrenza, il bicycle day, celebrata ogni anno da una nemmeno così sparuta parte del genere umano.

Qualche anno prima Hofmann aveva effettuato per conto della Sandoz, una multinazionale farmaceutica, degli studi sull'ergot, un parassita della segale. Il suo scopo era trovare un rimedio per la stabilizzazione della pressione sanguigna. La sostanza che aveva sintetizzato non sembrava tuttavia così efficace. Ma a Hofmann qualcosa non tornava. Da qualche parte sentiva che l'Lsd-25 (così aveva battezzato la sostanza) non era un esperimento fallito. Del resto - Alexander Fleming insegna - non era la prima volta che qualcosa di importante veniva scoperta cercandone un'altra.

Visioni caleidoscopiche

Ecco allora che il 16 aprile del 1943, Hofmann riprese in mano quel vecchio composto, entrandone in contatto più del dovuto. "Ho dovuto interrompere il lavoro in laboratorio e far ritorno a casa", annotò, "ero affetto da una profonda irrequietezza. Mi sono sdraiato e sono sprofondato in uno stato di intossicazione niente affatto spiacevole, marcato da una immaginazione particolarmente vivida".

Incuriosito da quegli strani effetti, tre giorni dopo Hofmann decise di andare fino in fondo. Assunse 0,25mg di Lsd diluito in 10 cc di acqua. Annotò sul suo diario: "senza sapore". Poi inforcò la bicicletta e si diresse verso casa. A questo punto, accadde. "Mi sentii trasportato in un altro mondo, in un altro luogo, in un altro tempo. Stavo morendo? A volte pensavo di essermi sdoppiato, e in quel momento avvertivo, da osservatore esterno, la totale tragedia della mia situazione. Dopo l'inizio sconcertante, l'orrore si era placato e aveva ceduto il terreno a una sensazione di gioia e di gratitudine. Adesso, a poco a poco, potevo iniziare a gioire dei giochi di colore e di forme senza precedenti, che si rivelavano ai miei occhi. Caleidoscopiche, fantastiche immagini si agitavano dentro di me, esplodendo in zampilli colorati. Era straordinario il modo in cui ogni percezione acustica, come un'auto di passaggio, si trasformasse in impressioni ottiche. Ogni suono creava una figura vivacemente cangiante". Mentre l'Europa si rivoltava dunque nell'odio, Albert Hofmann si trovò a sperimentare qualcosa di simile (non avendo migliori definizioni, e non volendo scomodare il XXXIII canto del Paradiso) all'amore universale.

Ondata di popolarità

L'Lsd fu adottato dalla comunità scientifica. Divenne una sostanza usata da psichiatri e psicoanalisti. "Per i primi dieci anni, l'Lsd fu il mio bambino prodigio e suscitò reazioni positive in ogni parte del mondo". Poi, però, negli Stati Uniti, si cominciò ad abusare della sostanza. "Ben presto l'ondata di popolarità dilagò. L'Lsd fu usato senza precauzioni da persone che non erano preparate né informate sui suoi effetti profondi. Fu un periodo difficile. Anziché un bambino prodigio, l'Lsd era improvvisamente diventato il mio bambino difficile. Infine, sull'onda di questi abusi, fu proibito".

Albert Hofmann è morto nel 2008 all'età di 102 anni, dopo essere stato inserito nel 2007 in prima posizione nella classifica dei "100 geni viventi" stilata dal Daily Telegraph. Si è sempre detto scettico sull'ipotesi che l'Lsd debba venire usato a scopo ludico, e si è probabilmente sentito più vicino a Francis Crick (sperimentatore di Lsd e premio Nobel per la medicina, colui che per primo ebbe la visione della struttura a doppia elica del Dna) che a un raduno di fricchettoni. Ma Albert Hofmann era ancora più sconcertato davanti ai governanti che si ostinavano a proibire l'Lsd considerandola alla stregua di una street drug. "L'Lsd dovrebbe essere trattato come una sostanza sacra. Una cosa è disporre di una sostanza antidolorifica o euforizzante, tutt'altra è disporre di un agente che interviene sull'essenza stessa degli esseri umani: la coscienza. Perché che cosa è sacro, se non la coscienza dell'essere umano? Una sostanza che la attiva dev'essere trattata con grande rispetto e con estrema cautela".

Il rinascimento

Ad Albert Hofmann avrebbe fatto piacere sapere che, in questi ultimi anni, il vento sugli psichedelici è cambiato. In alcuni Paesi molte sostanze (dalla psilocibina, alla ketamina, all'Mdma) sono state decriminalizzate e vengono usate in via sperimentale a scopo terapeutico, per combattere la depressione, la sindrome da stress post traumatico, la dipendenza da sostanze come alcol, eroina e cocaina, e per il trattamento psicologico dei malati terminali. È in atto un "rinascimento psichedelico", ed è in questo contesto che arriva Lo scienziato divino, libro che contiene alcune tra le più interessanti riflessioni di Albert Hofmann, molte inedite nel nostro Paese. Il libro è pubblicato da Piano B, tradotto da Marco Licata e Paola Marangon, con una bella prefazione di Vanni Santoni. La maggior parte delle citazioni sopra riportate è presa dalle sue pagine.

Leggendo Hofmann ci si sente a proprio agio, soprattutto per il modo equilibrato, misurato e aperto con cui parla dell'Lsd, evitando non solo l'isteria irrazionale dei detrattori più violenti ma anche l'entusiasmo acritico degli adepti di Timothy Leary. Lo scienziato divino è in realtà un libro filosofico in cui Albert Hofmann riflette su come la sua visione del mondo sia stata cambiata dalle esperienze con l'Lsd. Ci si trovano le radici di parte dell'attuale movimento ambientalista, la conferma che una fetta non trascurabile della nostra cultura è influenzata dagli psichedelici (Everything Everywhere All at Once, vincitore di 7 statuette all'ultima cerimonia degli Oscar, sarebbe inimmaginabile senza psichedelia), ma soprattutto un valoroso tentativo di superare la visione duale della realtà. Per Albert Hofmann la separazione tra io e mondo è la più dolorosa, pericolosa e distruttiva delle illusioni. Riuscire a immaginarci (ma prima ancora a sentirci) come parte del tutto - frutto di una continua interazione, non di una frattura - potrebbe essere la sfida più importante che il XXI secolo ha lanciato al genere umano.

Sul Venerdì del 14 aprile 2023