Il Venerdì

Sgarbi, il Grand Tour tra le poltrone

VIAGGI DA FERMO La mappa (incompleta) degli incarichi del sottosegretario
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Ogni mattina un Vittorio Sgarbi si sveglia e sa che dovrà correre più veloce delle capre-capre-CAPRE da cui si sente circondato. Grazie ai nostri potenti mezzi siamo riusciti a tracciare una mappa dei suoi impegni: necessariamente incompleta, visto che negli itinerari di viaggio di Google Maps si possono inserire al massimo dieci tappe.

Dunque, la giornata di Sgarbi comincia di sicuro al Ministero della Cultura di cui è sottosegretario; si trova nel cuore di Roma e da casa sua può arrivarci comodamente a piedi. Da lì in un'oretta e mezza può raggiungere Arpino, il paese del Frusinate che l'ha appena trionfalmente eletto sindaco, mentre può permettersi di snobbare la non lontana Latina, dove sempre il 15 maggio si era candidato al consiglio comunale ma non ha conquistato i voti necessari. Gli resta il tempo di passare per Sutri a sgombrare l'ufficio di sindaco che occupava fino a domenica scorsa, e proseguire poi per Viterbo, dove occupa lo scranno di assessore alla Bellezza.

Terminato il tour laziale, è ora di sconfinare verso Urbino – lì Sgarbi è prosindaco – per poi cavalcare fino alla lombarda Codogno, che gli ha affidato (a titolo gratuito) l'incarico di Commissario generale alle arti e ai musei. Di lì un salto a Milano a salutare gli ex colleghi del Consiglio regionale della Lombardia (ha dovuto lasciarlo per incompatibilità) e poi via verso il Trentino, dove può agilmente dividersi tra i due musei di cui è presidente, per fortuna molto vicini tra loro: il MAG di Riva del Garda e il MART di Rovereto. Già che si trova nel Triveneto, può proseguire fino a Possagno (Treviso) per presiedere la Fondazione Museo Gypsotheca Antonio Canova, per poi scendere verso la natia Ferrara, dove cura la Fondazione Ferrara Arte.

Ed è lì, tra mura amiche, dopo circa 1.400 chilometri e 18 ore di viaggio (ma dipende dal traffico) che può finalmente riposarsi dai doveri istituzionali e dedicarsi alle attività che svolge come privato cittadino: scrivere libri, organizzare mostre, preparare spettacoli teatrali, registrare video per YouTube, vendere le opere digitali in NFT della "Capra collection" ai soci del suo club esclusivo (tutto vero). Oppure può collegarsi con un talk show televisivo per dire la sua sull'egemonia culturale della sinistra che occupa tutte le poltrone.

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