Due stadi e un Pnrr
di Michele Gravino
VIAGGI DA FERMO Firenze e Venezia vorrebbero darsi nuovi impianti sportivi. Ma fanno fatica a trovare i soldi
Uno stadio che c'è, è un capolavoro architettonico, ma ha rischiato lo smantellamento; un altro che non c'è ma vogliono tirarlo su in un campo accanto a un'autostrada. E in comune un problema: mancano i soldi. Sul Venerdì di questa settimana gli articoli di Ernesto Ferrara e Raffaele Oriani raccontano in parallelo le storie dello stadio di Firenze (in alto) e del "Future Stadium" di Venezia, come lo definisce Google Maps (qui sotto, la location prevista).
In Toscana l'amministrazione comunale e i nuovi proprietari della Fiorentina Calcio puntavano a ristrutturare completamente l'Artemio Franchi; ma, trattandosi di una vincolatissima opera del grande architetto Pierluigi Nervi (compare persino, in filigrana, sui passaporti), hanno dovuto ripiegare su un progetto meno invasivo che però non soddisfa tutti. A Venezia invece il sindaco Brugnaro vorrebbe da anni sostituire il vecchio impianto di Sant'Elena (l'unico stadio al mondo dove si arriva in vaporetto) con un "Bosco dello Sport" sulla terraferma. In entrambi i casi i promotori contavano di attingere ai fondi del Pnrr, che però – da regole europee – devono essere destinati al recupero di periferie degradate, e né il quartiere fiorentino di Campo di Marte né le campagne tra Favaro Veneto e l'aeroporto di Tessera lo sono. Sullo sfondo, l'annoso problema del calcio italiano, dove, come spiega Matteo Tonelli sempre sul nuovo Venerdì, solo pochissime squadre (Juve, Atalanta, Sassuolo) hanno voluto o potuto sborsare di tasca propria per farsi uno stadio di proprietà come accade nel resto d'Europa.
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