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Dai Clash a Amy Winehouse, tutti in posa per Jill Furmanovsky: "Colpa di Paul McCartney"

La band dei Clash ritratta da Furmanovsky durante un concerto nel 1977 al Rainbow di Londra.  
In cinquant'anni di carriera ha immortalati i più grandi musicisti. Ora una mostra a Manchester celebra la grande fotografa rock. Che ci rivela: "Stavo per mollare, poi incontrai Charlie Watts dei Rolling Stones..."
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A volte una bugia ti cambia la vita portandola verso direzioni inaspettate. È andata così a Jill Furmanovsky, la grande fotografa inglese che in questi giorni celebra i suoi cinquant'anni di attività con la mostra Photographing The Invisible, aperta fino al 24 giugno presso la Central Library di Manchester. "Avevo diciott'anni e studiavo al college. Al corso di fotografia avevamo la possibilità di prendere in prestito delle macchine reflex. Una sera del 1972 andai al Rainbow di Finsbury Park a vedere gli Yes, uno dei nomi di punta della scena progressive dell'epoca. Dalle balconate dov'ero seduta non riuscivo a scattare delle foto decenti, così scesi giù e mi avvicinai al palco. Stranamente nessuno mi fermò. Quando uno degli addetti del teatro mi chiese se fossi una fotografa professionista, risposi di sì".

Jill Furmanovsky oggi, 70…

A volte una bugia ti cambia la vita portandola verso direzioni inaspettate. È andata così a Jill Furmanovsky, la grande fotografa inglese che in questi giorni celebra i suoi cinquant'anni di attività con la mostra Photographing The Invisible, aperta fino al 24 giugno presso la Central Library di Manchester. "Avevo diciott'anni e studiavo al college. Al corso di fotografia avevamo la possibilità di prendere in prestito delle macchine reflex. Una sera del 1972 andai al Rainbow di Finsbury Park a vedere gli Yes, uno dei nomi di punta della scena progressive dell'epoca. Dalle balconate dov'ero seduta non riuscivo a scattare delle foto decenti, così scesi giù e mi avvicinai al palco. Stranamente nessuno mi fermò. Quando uno degli addetti del teatro mi chiese se fossi una fotografa professionista, risposi di sì".

Jill Furmanovsky oggi, 70 anni. getty images 

Quell'innocente bugia le schiude le porte del tempio e in breve tempo la giovanissima Jill si ritrova a essere la fotografa ufficiale della venue che in quegli anni ospita tutti i concerti più importanti nella capitale. "Imparai il mestiere lì sotto nel pit, chiedendo a colleghi più esperti di darmi qualche dritta sulla tecnica. Alcuni erano infastiditi dalle mie domande, ma qualcun altro, come Michael Putland, fu molto generoso nel condividere le proprie competenze con me". Furmanovsky era sbarcata a Londra dalla natìa Rhodesia (l'attuale Zimbabwe) appena sette anni prima e si sentiva un pesce fuor d'acqua. A farla sentire a casa c'erano, però, i Beatles: "I Fab Four erano i miei amici immaginari, fantasticavo di prendere un tè assieme a loro", ricorda.

Cool Britannia

Iscritta al Beatles Fan Club, tessera numero 136.798, nel febbraio del '67 si reca con due compagne di scuola dalle parti di Abbey Road. "Incrociammo Paul McCartney all'ingresso di casa sua a St. John's Wood. Lo fotografai  con una piccola Kodak Instamatic. Quella è stata la mia prima fotografia rock". L'altro incontro destinato a cambiarle la vita è con i Pink Floyd, che scelgono il Rainbow di Londra per le prove del tour di The Dark Side of the Moon, l'album che li ha trasformati in rockstar mondiali. Furmanovsky non si fa sfuggire l'occasione di immortalare il quartetto mentre prepara la tournée. Mostra le foto fresche di camera oscura al batterista Nick Mason e a Storm Thorgerson, il grafico che con la sua società Hipgnosis sta realizzando le visionarie copertine del gruppo. L'entourage dei Pink Floyd apprezza gli scatti al punto da invitarla a seguire la tournée di Dark Side nel 1974: "Avevo vent'anni e mi ritrovai in tour con loro e poi l'anno dopo in studio mentre registravano Wish You Were Here. Nei due giorni e mezzo in cui rimasi lì cercai di essere invisibile". Da quelle session arriva una foto molto amata dai fan: Roger Waters sdraiato sul mixer mentre ascolta i brani appena registrati. Sempre ai Pink Floyd scatta una delle sue foto più celebri. Siamo nel febbraio 1980, la band ha da poco pubblicato l'ambizioso doppio album The Wall e lo sta presentando in concerto a New York. Furmanovsky è sotto al palco del Nassau Stadium e con il suo obiettivo cattura David Gilmour avvolto in un fascio di luce durante l'assolo di Comfortably Numb. Intanto l'Inghilterra è stata investita dalla rivoluzione punk e lei si trova al centro della scena. Senza battere ciglio passa dalle grandi arene a piccoli locali come il Roxy e il 100 Club. "Il mio fidanzato dell'epoca era Miles Copeland che avrebbe poi lanciato i Police. Il suo ufficio si trovava in un palazzo appena fuori Oxford Street chiamato Dryden Chambers. Al piano superiore si era trasferito il manager dei Sex Pistols, Malcom McLaren, e nella porta accanto alla nostra c'era la sede della fanzine Sniffin' Glue di Mark Perry con cui iniziai a collaborare. E il 100 Club era lì a due passi. Tutto accadeva nel giro di pochi metri, impossibile non esserne coinvolta".

i Joy Division (1979) 

Impressi sulla pellicola della sua fedele Pentax finiscono i gruppi principali del punk e della new wave come Clash, Buzzcocks, Stranglers, Siouxsie & The Banshees, Joy Division. Riviste come Sounds, Melody Maker e New Musical Express si avvalgono del suo talento. Negli anni 80, poi, Furmanovsky è tra i fotografi di punta di The Face, la rivista che lancia il movimento "new romantic" con  gruppi come Duran Duran e Spandau Ballet. È un periodo di grande fermento professionale, anche se la musica di quel periodo non la coinvolge più di tanto. Forse anche per questo la fotografa si ferma: "Nel 1987 nacque mia figlia e mi presi una pausa. Stavo per mollare tutto, poi nel 1991 la rivista Q mi chiese di fare un servizio con Charlie Watts, il batterista dei Rolling Stones". Ripreso di profilo, il musicista appare per l'elegante gentleman che è. Quel magnifico ritratto in bianco e nero vince il prestigioso premio "Observer's Jane Bown Portrait" e la fotografa riceve una lettera di ringraziamento dallo stesso Watts.


Anni dopo, quando un manipolo di nuove band porta una ventata di aria fresca nel Regno Unito, lei è ancora lì. È la felice stagione del Britpop e la sua sintonia con gli Oasis è immediata. "Volevo fotografare un gruppo giovane e di talento per il mio libro The Moment. Gli Oasis mi sembrarono perfetti. Andai a vederli dal vivo e scattai delle foto. Pensavo di chiudere la carriera e invece fu l'inizio di una nuova fase".

Roger Waters in studio nel 1975 

E quando dieci anni dopo Amy Winehouse si rivela al mondo, tocca a Jill ritrarre la cantante in uno dei rari momenti di felicità."Nel 2006 Amy tenne un magnifico concerto alla Union Chapel di Islington, e tra il pubblico c'era il futuro marito Blake Fielder-Civil. A fine concerto venne nel backstage a farsi fotografare. Era radiosa. A un certo punto si aprì una porta, entrò del vento gelido e lei sorrise. Riuscii a cogliere quell'attimo magico".Quell'immagine stupenda è ora il poster di Photographing The Invisible, la mostra di Manchester curata da un testimonial d'eccezione come Noel Gallagher degli Oasis e dalla storica della fotografia Gail Buckland, mentre Chrissie Hynde dei Pretenders, un altro dei suoi soggetti preferiti, è una delle voci che si possono ascoltare nell'audio-guida.

Memoria storica

Furmanovsky, che nel 1998 ha fondato Rockarchive, un gigantesco sito web in cui è possibile ammirare (e acquistare) le sue foto e quelle di molti altri famosi colleghi, è ancora oggi un vulcano di idee. La più ambiziosa delle quali è contribuire a fondare un Museo del Rock'n'Roll nel Regno Unito: "È incredibile che un Paese come il mio non abbia un museo in cui possano confluire gli enormi archivi di tanti fotografi come me, ma anche scenografie, abiti e memorabilia delle rockstar. Un patrimonio culturale immenso che senza il supporto delle istituzioni rischia di andar disperso e che invece andrebbe fatto conoscere alle nuove generazioni".