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Un figlio tra padre e madre

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: ogni settimana Natalia Aspesi risponde alle lettere dei lettori. Con i due genitori si costruiscono rapporti diversi ma entrambi fondamentali
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Scrive il lettore Roberto Lenti:

Avendo letto la lettera del signor Fabrizio Mastrofini (Nel nuovo mondo dei senza padre, 9 giugno) e la sua risposta gravida di turbamenti, desidero portare il mio sassolino in difesa dei padri. Essendo io coinvolto da vicino a quello che la nostra società ha assunto come ideale di libertà, credo di aver titolo per parlare. Nato nel pieno della guerra in una famiglia normale, fui allevato in un ambiente familiare tradizionale e formato nella personalità da una madre e da un padre che mi trasmisero parte delle caratteristiche allora abituali nella diversità dei sessi. L’atteggiamento al sorriso costante di mia madre, la sua capacità di accogliere tutti, sempre, rispetto a quella di mio padre più selettivo: la preoccupazione eccessiva, ritenevo, per la mia integrità fisica, contro gli stimoli di mio padre che mi spingeva alla salvaguardia mettendola pe…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano

Scrive il lettore Roberto Lenti:

Avendo letto la lettera del signor Fabrizio Mastrofini (Nel nuovo mondo dei senza padre, 9 giugno) e la sua risposta gravida di turbamenti, desidero portare il mio sassolino in difesa dei padri. Essendo io coinvolto da vicino a quello che la nostra società ha assunto come ideale di libertà, credo di aver titolo per parlare. Nato nel pieno della guerra in una famiglia normale, fui allevato in un ambiente familiare tradizionale e formato nella personalità da una madre e da un padre che mi trasmisero parte delle caratteristiche allora abituali nella diversità dei sessi. L’atteggiamento al sorriso costante di mia madre, la sua capacità di accogliere tutti, sempre, rispetto a quella di mio padre più selettivo: la preoccupazione eccessiva, ritenevo, per la mia integrità fisica, contro gli stimoli di mio padre che mi spingeva alla salvaguardia mettendola però alla prova. Verso queste due figure io ho costruito due rapporti diversi ma egualmente fondamentali. Le ho cercate entrambe nei momenti di dubbio e di sconforto per averne aiuto, ma un episodio grave della mia vita produsse una scelta. In pericolo per una iniezione sbagliata, in casa, con i miei sensi al limite del collasso, mentre mia madre mi aiutava a vestirmi, chiesi di far venire mio padre. Pensando di poter morire volevo farlo con lui vicino. Forse una figlia avrebbe agito diversamente. Ho iniziato a scrivere un libro intitolato Padri perduti nel quale cercherò di mostrare come un uomo sia capace di stare a fianco di una donna rispettandone le aspirazioni e aiutandola a fare scelte condivise, sia per procreare sia che no, e che se sarà destinato a essere padre di figli sarà capace di trasferire su di loro parte dell’amore che ha per la madre.
Roberto Lenti

Non credo che i grandi sentimenti possano essere condotti dall’amore che ci lega ai padri o alle madri. Di solito, mi spiace dirlo a lei che è un uomo, il legame che più coinvolge l’uomo, e dico proprio l’uomo, difficilmente riesce a staccarsi dall’amore anche ovvio per la madre. Dico difficilmente perché poi se io conosco madri i cui figli hanno interrotto i rapporti con loro, si tratta di figlie, e non so dirle perché. Forse gelosia femminile, perché poi alla fine anche nelle madri c’è l’inconscia paura, sbagliata, che un giorno quella figlia potrebbe sostituirla nell’amore del padre. C’è in giro un bellissimo film francese, L’amore secondo Dalva, che racconta proprio dell’amore, innocente eppure incestuoso tra un padre e una figlia che, da quando ha cinque anni, vive protetta da quello che crede amore. Replicando alla lettera del signor Mastrofini lei risponde al suo desiderio che i figli abbiano un padre e una madre: forse la madre, ma certamente il padre, almeno per lei. Tra una madre dolce e sempre serena, e un padre severo, che la obbligava ad affrontare rischi difficili, taciturno, quando ha temuto di star per morire, ha voluto vicino a sé l’uomo difficile, quello a cui sino in fondo credeva malgrado la severità, quello a cui voleva lasciare le sue ultime parole. Posso pensare che lei volesse la vicinanza di suo padre proprio per quella sua capacità di costringerla a affrontare il male che la stava devastando, e che infatti, miracolo o no, lei riuscì a superare.

Sul Venerdì del 7 luglio 2023

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