Il Venerdì

Oppenheimer, la Bomba e i capelli di Einstein

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VIAGGI DA FERMO Luoghi simbolici del Novecento nel film di Christopher Nolan
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Un cerchio tracciato sulla sabbia del deserto del New Mexico con dentro qualche targa e un obelisco fatto di pietre ammassate. È il Trinity Test Site, il punto preciso in cui, il 16 luglio del 1945, esplose la prima bomba atomica della storia, quella sperimentale messa a punto a Los Alamos dal team del progetto Manhattan guidato da Robert Oppenheimer. Qualcuno potrebbe dire che è il punto del globo dove è cominciata l'era atomica, dove è nato il mondo in cui viviamo ancora oggi. Allargando l'immagine si scopre come il sito si trovi in mezzo al nulla, lontano da strade e centri abitati, anche perché fa tuttora parte di una sterminata base militare. Le visite sono permesse solo due giorni all'anno; il prossimo appuntamento è il 21 ottobre, e la pagina web avvisa che si prevede una folla senza precedenti. Il motivo, naturalmente, è il successo planetario del film Oppenheimer.

Tom Conti e Cillian Murphy in Oppenheimer

Tom Conti e Cillian Murphy in Oppenheimer

 

Il film forse l'avete già visto, e comunque in rete trovate tutto quello che volete: recensioni, commenti, interviste, ricostruzioni storiche, eccetera. Io ho da aggiungere solo una piccola osservazione, molto laterale. Una delle scene madri della pellicola è l'incontro tra i Oppenheimer e Albert Einstein. È un colloquio molto drammatico e carico di significato: eppure quando sullo schermo è apparso l'attore Tom Conti truccato da Einstein, nel cinema ho sentito un mormorio divertito, anche qualche risatina, specie tra il pubblico più giovane. E un sorriso è scappato anche a me, anche se l'attore era bravo e la ricostruzione impeccabile: il fatto è che l'immagine di Einstein, con l'aria trasandata, i baffi e il cespuglione di capelli bianchi, è ormai così riconoscibile, inflazionata, caricaturata – dalle foto con la lingua di fuori ai cartoni animati alle pubblicità – che ci risulta ormai difficile associarla a una persona realmente vissuta, e in epoca relativamente recente (lo scienziato è morto meno di 70 anni fa). In un certo senso Einstein, o almeno la sua immagine, esiste su un piano di realtà diverso dal nostro: è come se nel film vedessimo Oppenheimer che incontra Batman o Paperino.

Credo che lo stesso problema se lo fossero posto gli autori di Genius, una serie biografica di National Geographic uscita qualche anno fa. Lì Einstein, interpretato da Geoffrey Rush, è protagonista assoluto; ma la prima volta che lo vediamo – con cespuglione baffoni e tutto – ha i pantaloni calati e sta facendo sesso in ufficio con la segretaria. Un modo forse un po' becero ma certo efficace per ridargli carne e sangue, per riportarlo, con la sua immensa genialità e i suoi non pochi difetti, nel mondo che abitiamo tutti.

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