Quello segnato dal marcatore rosso è l'hotspot di Contrada Imbriacola, a Lampedusa: anche dall'immagine satellitare di Google Maps si può capire che in quelle poche costruzioni al centro dell'isola, a poca distanza da case vacanza e bed and breakfast, non potrebbero mai contenere tutti i migranti che stanno sbarcando. L'altro giorno erano 6.000, e i trasferimenti verso Sicilia e continente stentano a compensare i nuovi arrivi al molo Favaloro. Ci sono tanti disagi e momenti di tensione, ma i reportage dell’inviata di Repubblica Alessia Candito raccontano anche un’atmosfera di solidarietà, con residenti e turisti che danno da mangiare agli sbarcati, sfilano in ricordo della bambina di cinque mesi morta in un naufragio e poi addirittura ballano in piazza con i migranti più giovani.
Lampedusa: naufraghi, turisti e residenti ballano insieme sul corso del paese
Perché Lampedusa, dopo anni, sia tornata a essere la capitale degli sbarchi lo ha spiegato sempre su Repubblica Alessandra Ziniti: più che "l'atto di guerra voluto e pianificato contro un governo scomodo" immaginato da Salvini, c'entra la politica del governo stesso, che ha fatto arretrare le navi militari nelle acque territoriali e reso la vita impossibile alle Ong che pattugliano il Mediterraneo. Risultato: i barchini in fuga da Libia e Tunisia possono essere soccorsi solo quando sono vicini a Lampedusa, primo lembo di territorio italiano, e per forza di cose i migranti devono essere trasferiti lì. Un autocomplotto, insomma.
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