Così rinascono le batterie
di Alessandro GassmannEra il lontano febbraio del 2019, e il secondo “eroe verde” che raccontammo era una azienda marchigiana, la Loccioni, pioniera dell’efficienza energetica. Molta acqua è passata sotto i ponti, ma il fatto è che oggi sono più #GreenHeroes che mai. Enrico Loccioni e la sua azienda da decenni sono un punto di riferimento del settore energetico, con una fama ormai planetaria. Nel 2022 a Melilla, nella Spagna africana, insieme a Enel e Nissan Loccioni ha costruito il primo accumulatore di energia alimentato con batterie di auto elettriche dismesse. Un sistema di riuso che a breve sarà installato anche all’aeroporto di Roma Fiumicino e in Valle d’Aosta. Nel settore del recupero e del riciclo degli accumulatori, frontiera economica e tecnologica tutta da tracciare, i tecnici marchigiani sono all’avanguardia, e il colosso svedese Northvolt, che sta mettendo a punto una serie di gigafactories di batterie, li hanno chiamati per progettare un sistema automatico per lo scarico e il riciclo innovativo delle batterie esauste.
Le micro-grid intelligenti ideate da Loccioni hanno invece permesso al comune di Simris, in Svezia, di staccarsi dalla rete, e usare energia elettrica prodotta localmente da eolico e solare. Un progetto che ha visto interessata anche l’isola svedese di Arholma, e che presto riguarderà l’isola di Skye in Scozia, dove Loccioni insieme a E.ON installerà un accumulo da 6 MW. Infine c’è la Leaf Community, una comunità ecosostenibile che è anche sede dei laboratori di Loccioni. Nel 2022, anno della crisi energetica globale, pur ingranditasi, l’azienda ha registrato un costo energetico pari a quello del 2013, mentre l’energia in eccedenza venduta ha generato ben 250.000 euro di ricavo. I #GreenHeroes della Loccioni continuano a dimostrare che il nostro Paese – anziché rincorrere il vecchio – può costruire futuro.