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Il Club delle fragilità adolescenziali

Il gruppo di studenti liceali al centro del film di Jessica Hausner Club Zero

 
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Abiti divisa, ambienti astronave, colori artificiali, no time, no space. Una fantascienza del presente: questa la definizione per Club Zero, l’algido film di Jessica Hausner, allieva algida di Michael Haneke, che ha diviso Cannes e divide la critica: freddo e inconcludente, pretende di toccare temi d’attualità psicopatologica ma non lascia il segno, dicono alcuni; morbosamente formale e impeccabile, dicono altri. Giudicherete voi. Allo psichiatra in dialogo col mondo che cerco di essere, il segno di una riflessione clinica lo ha lasciato. In breve la storia: la signorina Novak si unisce al corpo docente di un collegio upper class per insegnare “alimentazione consapevole”. Il corso si basa sul principio per cui ridurre drasticamente l’alimentazione è salutare, purifica il corpo e salva il pianeta. Ma la signorina Novak è una manipolatrice guru, un’avida vampira di fragilità adolescenziali. Ha presa su ragazzi e ragazze, da lei si sentono visti, mentre i loro genitori (i complici e i …

Abiti divisa, ambienti astronave, colori artificiali, no time, no space. Una fantascienza del presente: questa la definizione per Club Zero, l’algido film di Jessica Hausner, allieva algida di Michael Haneke, che ha diviso Cannes e divide la critica: freddo e inconcludente, pretende di toccare temi d’attualità psicopatologica ma non lascia il segno, dicono alcuni; morbosamente formale e impeccabile, dicono altri. Giudicherete voi. Allo psichiatra in dialogo col mondo che cerco di essere, il segno di una riflessione clinica lo ha lasciato. In breve la storia: la signorina Novak si unisce al corpo docente di un collegio upper class per insegnare “alimentazione consapevole”. Il corso si basa sul principio per cui ridurre drasticamente l’alimentazione è salutare, purifica il corpo e salva il pianeta. Ma la signorina Novak è una manipolatrice guru, un’avida vampira di fragilità adolescenziali. Ha presa su ragazzi e ragazze, da lei si sentono visti, mentre i loro genitori (i complici e i devoti, i distratti e gli arrabbiati) sembrano solo capaci di assecondarli in modi aconflittuali o contrastarli in modi normativi. La pallida Novak ha invece quel che cercano: fermezza, attenzione, convinzione. In lei trovano riparo le loro inquietudini corporee, ecologiche, affettive. Peccato che i contenuti, e anche lo stile relazionale, della Novak siano disturbati e disturbanti. Gli insegnanti sono lenti a capire e quando i genitori cominciano a farlo, il Club Zero è ormai una mini-setta esoterica e distruttiva. La promessa della signorina Novak, pifferaia di Hamelin nel mondo punitivo dei disturbi alimentari, è una consorteria fanatica, persa in un aldilà fatale e virtuale. In una società dove i disturbi alimentari aumentano a vista d’occhio, Club Zero prova a raccontarne l’onnipotenza purificatrice, l’estasi narcisistica, la determinazione mortifera.

Sul Venerdì del 3 novembre 2023

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