Il Club delle fragilità adolescenziali
di Vittorio LingiardiIl gruppo di studenti liceali al centro del film di Jessica Hausner Club Zero
Abiti divisa, ambienti astronave, colori artificiali, no time, no space. Una fantascienza del presente: questa la definizione per Club Zero, l’algido film di Jessica Hausner, allieva algida di Michael Haneke, che ha diviso Cannes e divide la critica: freddo e inconcludente, pretende di toccare temi d’attualità psicopatologica ma non lascia il segno, dicono alcuni; morbosamente formale e impeccabile, dicono altri. Giudicherete voi. Allo psichiatra in dialogo col mondo che cerco di essere, il segno di una riflessione clinica lo ha lasciato. In breve la storia: la signorina Novak si unisce al corpo docente di un collegio upper class per insegnare “alimentazione consapevole”. Il corso si basa sul principio per cui ridurre drasticamente l’alimentazione è salutare, purifica il corpo e salva il pianeta. Ma la signorina Novak è una manipolatrice guru, un’avida vampira di fragilità adolescenziali. Ha presa su ragazzi e ragazze, da lei si sentono visti, mentre i loro genitori (i complici e i …
Abiti divisa, ambienti astronave, colori artificiali, no time, no space. Una fantascienza del presente: questa la definizione per Club Zero, l’algido film di Jessica Hausner, allieva algida di Michael Haneke, che ha diviso Cannes e divide la critica: freddo e inconcludente, pretende di toccare temi d’attualità psicopatologica ma non lascia il segno, dicono alcuni; morbosamente formale e impeccabile, dicono altri. Giudicherete voi. Allo psichiatra in dialogo col mondo che cerco di essere, il segno di una riflessione clinica lo ha lasciato. In breve la storia: la signorina Novak si unisce al corpo docente di un collegio upper class per insegnare “alimentazione consapevole”. Il corso si basa sul principio per cui ridurre drasticamente l’alimentazione è salutare, purifica il corpo e salva il pianeta. Ma la signorina Novak è una manipolatrice guru, un’avida vampira di fragilità adolescenziali. Ha presa su ragazzi e ragazze, da lei si sentono visti, mentre i loro genitori (i complici e i devoti, i distratti e gli arrabbiati) sembrano solo capaci di assecondarli in modi aconflittuali o contrastarli in modi normativi. La pallida Novak ha invece quel che cercano: fermezza, attenzione, convinzione. In lei trovano riparo le loro inquietudini corporee, ecologiche, affettive. Peccato che i contenuti, e anche lo stile relazionale, della Novak siano disturbati e disturbanti. Gli insegnanti sono lenti a capire e quando i genitori cominciano a farlo, il Club Zero è ormai una mini-setta esoterica e distruttiva. La promessa della signorina Novak, pifferaia di Hamelin nel mondo punitivo dei disturbi alimentari, è una consorteria fanatica, persa in un aldilà fatale e virtuale. In una società dove i disturbi alimentari aumentano a vista d’occhio, Club Zero prova a raccontarne l’onnipotenza purificatrice, l’estasi narcisistica, la determinazione mortifera.
Sul Venerdì del 3 novembre 2023