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Opera e rock nell’autunno di Peter Hammill

La copertina dell’album Over (1977) di Peter Hammill, che contiene la canzone Autumn

 
SENTI QUESTA La canzone della settimana è “Autumn”
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Questa andrebbe eseguita in un teatro d’opera. Voci come Peter Hammill (ha compiuto 75 anni il 4 novembre) non sono state forgiate per il mercato del pop, anche se l’hanno graffiato prima di esserne espulsi. E allora perché non coinvolgerle in progetti più alti? Si straparla come vecchi ubriaconi di riportare i giovani all’opera – la ricerca dell’unicorno – ma allora perché non farsi venire un’idea e guardarsi intorno alla ricerca di talenti “trasversali”, giacché Keith Jarrett, Patti Smith e Thom Yorke hanno fatto il pienone alla Scala, al Costanzi e allo Sferisterio?

Ma qui è di una canzone in sintonia con la stagione (una stagione della vita, in realtà) che vogliamo parlare, Autumn di Peter Hammill (dall’album Over, 1977). La voce e gli arrangiamenti non tradiscono l’età. L’orchestra, il violino di Graham Smith che s’intreccia con le note lancinanti del falsetto di Hammill, la complessità e la teatralità: sono quattro minuti larghi come un’opera. E il testo: bisturi che incide…

Questa andrebbe eseguita in un teatro d’opera. Voci come Peter Hammill (ha compiuto 75 anni il 4 novembre) non sono state forgiate per il mercato del pop, anche se l’hanno graffiato prima di esserne espulsi. E allora perché non coinvolgerle in progetti più alti? Si straparla come vecchi ubriaconi di riportare i giovani all’opera – la ricerca dell’unicorno – ma allora perché non farsi venire un’idea e guardarsi intorno alla ricerca di talenti “trasversali”, giacché Keith Jarrett, Patti Smith e Thom Yorke hanno fatto il pienone alla Scala, al Costanzi e allo Sferisterio?

Ma qui è di una canzone in sintonia con la stagione (una stagione della vita, in realtà) che vogliamo parlare, Autumn di Peter Hammill (dall’album Over, 1977). La voce e gli arrangiamenti non tradiscono l’età. L’orchestra, il violino di Graham Smith che s’intreccia con le note lancinanti del falsetto di Hammill, la complessità e la teatralità: sono quattro minuti larghi come un’opera. E il testo: bisturi che incide un tessuto che non può rimarginare: “Eccoci qui da soli / I bambini sono cresciuti e ormai fuori di casa / Vivono la loro vita, così dicono... / Mi pare tutto molto strano / Non capisco le loro scelte / Mi sorprendono sempre, i nostri bambini / E spesso mi chiedo perché mi fanno sentire di colpo / Così triste e vecchio”.

Hammill non aveva ancora trent’anni all’epoca. Vecchio dentro? Pessimista? Forse. Come voce dei Van Der Graaf Generator aveva sfoggiato un repertorio maturo ed erudito già dalla fine degli anni Sessanta; nel 1971 Nursery Crime dei Genesis e Pawn Hearts dei VDGG erano le punte di diamante del rock progressivo, ma fuori dalla band Hammill non ha avuto le stesse opportunità di Peter Gabriel. Come se tutto intorno a lui fosse invecchiato di colpo, proprio come descritto in Autumn, immaginando che le canzoni siano bambini. O è opera contemporanea?

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