Jeanne Moreau fa la vaga in stile Nouvelle Vague
di Giuseppe VidettiQuesta è nata in piena Nouvelle Vague. Era il 1963, Jeanne Moreau (1928-2017) aveva appena finito di girare Jules e Jim di François Truffaut quando – con l’incoscienza, la spavalderia e l’irrequietezza della più grande attrice francese del Novecento – incise J’ai la mémoire qui flanche (Ho la memoria che fa cilecca). Si buttò a capofitto nella canzone con lo stesso entusiasmo con cui a vent’anni era entrata nel cinema dalla porta principale. Aveva 35 anni, era già una star matura per gli standard dell’epoca (nel 1957, durante la lavorazione di Ascensore per il patibolo di Louis Malle, aveva avuto un flirt con Miles Davis), eppure proprio con Truffaut iniziò il percorso più glorioso della sua carriera – internazionale da quel momento in poi.
Per l’esordio su vinile scelse di cantare 12 canzoni del paroliere franco-iraniano Cyrus Bassiak, classe 1928, autore della famosa Le tourbillon per Jules e Jim. Quell’album, in cui era impegnata tutta l’intellighenzia pop francese, le valse i…
Questa è nata in piena Nouvelle Vague. Era il 1963, Jeanne Moreau (1928-2017) aveva appena finito di girare Jules e Jim di François Truffaut quando – con l’incoscienza, la spavalderia e l’irrequietezza della più grande attrice francese del Novecento – incise J’ai la mémoire qui flanche (Ho la memoria che fa cilecca). Si buttò a capofitto nella canzone con lo stesso entusiasmo con cui a vent’anni era entrata nel cinema dalla porta principale. Aveva 35 anni, era già una star matura per gli standard dell’epoca (nel 1957, durante la lavorazione di Ascensore per il patibolo di Louis Malle, aveva avuto un flirt con Miles Davis), eppure proprio con Truffaut iniziò il percorso più glorioso della sua carriera – internazionale da quel momento in poi.
Per l’esordio su vinile scelse di cantare 12 canzoni del paroliere franco-iraniano Cyrus Bassiak, classe 1928, autore della famosa Le tourbillon per Jules e Jim. Quell’album, in cui era impegnata tutta l’intellighenzia pop francese, le valse il prestigioso premio dell’Académie Charles Cros. Ne avrebbe incisi molti in seguito, anche se nel mondo, come cantante, è conosciuta solo per la drammatica interpretazione in Querelle de Brest di Fassbinder (Each Man Kills the Things He Loves).
J’ai la mémoire qui flanche è tutt’altra cosa, registro leggero, in sintonia con la Nouvelle Vague appunto. È l’inno della svampita intelligente che racconta un flirt di cui non ha memoria certa (il colore degli occhi e dei capelli si confondono con quelli di molti altri). Solo Magali Noël, cinque anni prima, aveva avuto tanto coraggio cantando la trasgressiva Fais moi mal, Johnny, scritta da Boris Vian. Furono le pioniere, poi arrivarono le altre, bellissime dive del cinema francese finite su disco per assecondare la fantasia morbosa di Serge Gainsbourg: in testa, Brigitte Bardot, Catherine Deneuve, Isabelle Adjani e Anna Karina.