Una settimana fa mi sedevo in quarta fila al Cinema Beltrade di Milano, sala pienissima, per guardare (in originale con sottotitoli, perché doppiarlo è fargli un torto) All of Us Strangers (in italiano Estranei) di Andrew Haigh. Autoritratto molto personale (è in parte girato nella casa dove il regista ha vissuto da bambino) ma capace di parlare a molti. Senz’altro, dice Haigh, «a quella generazi…