Memory, il presente che salva dai ricordi
di Vittorio LingiardiSylvia ha una storia di alcolismo e altre infelicità che vi lascio immaginare. Ma da molti anni non beve, ha una figlia adolescente di grande intelligenza emotiva, per lavoro si occupa degli altri, è assistente sociale. Certo, lo vediamo subito, anche grazie alla bravura di Jessica Chastain, che una sofferenza la abita, più di una sofferenza, un trauma, forse più di un trauma.
Eppure ha risalito la china, come si suol dire è riuscita a farsi una vita. A una cena di ex compagni di scuola un uomo le si avvicina, lei non gli dà corda, poi si accorge che lui la segue, fin sotto casa. Quest’uomo che per un attimo tutti immaginiamo uno stalker, un potenziale abusatore, capiamo, anche grazie alla bravura di…
Sylvia ha una storia di alcolismo e altre infelicità che vi lascio immaginare. Ma da molti anni non beve, ha una figlia adolescente di grande intelligenza emotiva, per lavoro si occupa degli altri, è assistente sociale. Certo, lo vediamo subito, anche grazie alla bravura di Jessica Chastain, che una sofferenza la abita, più di una sofferenza, un trauma, forse più di un trauma.
Eppure ha risalito la china, come si suol dire è riuscita a farsi una vita. A una cena di ex compagni di scuola un uomo le si avvicina, lei non gli dà corda, poi si accorge che lui la segue, fin sotto casa. Quest’uomo che per un attimo tutti immaginiamo uno stalker, un potenziale abusatore, capiamo, anche grazie alla bravura di Peter Sarsgaard, che è un individuo spaesato sofferente di demenza. Sfinito, si addormenta sotto le finestre di Sylvia. Della trama di questo film che a ogni scena pone una domanda non dirò altro per non alterare l’atmosfera tesa e sospesa dentro cui ci assorbe. Dunque riparto dal titolo, che è Memory. La memoria di Sylvia, post-traumatica dunque memoria che conosce ma non ricorda o ricorda male o ricorda altro o ricorda troppo. La memoria di Saul, malata di demenza dunque che dimentica subito, svanisce e si perde per strada, altera l’identità, porta nebbia nelle relazioni. Memory è una storia sulla scoperta dell’intimità in un presente marginale, unico luogo d’incontro possibile tra una donna che ha la memoria nascosta in un altrove assente e un uomo che ha poche speranze di ritrovare un futuro. Per chi fa lo psicoanalista, il terapeuta, il tema della memoria – ieri che costruisce domani – è vitale. Cosa ricorda il paziente? Cosa ricordo del paziente? Cosa cerchiamo, la “verità storica” o quella “clinica” che ri-costruiamo insieme? Memoria e cura sono i due ingredienti principali del mio lavoro. Anche di questo nuovo sorprendente film di Michel Franco.
Sul Venerdì del 15 marzo 2024