Al centro del Venerdì di oggi, 3 maggio, trovate anche uno Speciale Libri di 40 pagine con un bel po' di novità editoriali di questa primavera, dentro e fuori il Salone del Libro di Torino che comincia la prossima settimana. In copertina, uno scatto di Fosco Maraini, straordinaria figura di antropologo-alpinista-fotografo-poeta e soprattutto viaggiatore del secolo scorso: ritrae una Ama, ovverosia una pescatrice di molluschi dell'isola di Hekura (Hegurajima), in Giappone.
Nel 1954 Maraini vi sbarcò per realizzare un documentario su questa comunità di "figlie dele onde" che sostentavano l'economia dell'isola. Il suo racconto e le sue immagini sono anche in un libro, L'isola delle pescatrici, appena pubblicato da La nave di Teseo, di cui parla Simonetta Fiori nel nostro Speciale (e qui in anteprima sul nostro sito), intervistando anche le figlie di Fosco, Dacia e Toni Maraini.
Oggi di Ama ne restano poche decine: facile immaginare che rimettano in scena la tradizione della pesca dei molluschi in apnea soprattutto a beneficio dei turisti. E a proposito di turismo, anche il Giappone è alle prese con le gioie e i dolori dell'overtourism, come le Cinque Terre di cui parlavamo la scorsa settimana, la Venezia che istituisce il biglietto giornaliero e tante altre ambite località. A Kyoto è stato vietato l'accesso ai vicoli della città vecchia, perché i turisti importunavano le geishe con le loro richieste di fotografie; per inerpicarsi sul Monte Fuji bisognerà pagare una tassa di circa 12 euro; e anche ai piedi del celebre vulcano gli stranieri non sono più tanto graditi.
Il parcheggio qui sopra, nella cittadina di Fujikawaguchiko, pare che sia uno dei luoghi più fotografati del Giappone, per via dell'abbinamento molto instagrammabile tra la cima innevata e il supermercato Lawson, parte di una catena diffusissima nel Paese. Ora le autorità del villaggio si sono stufate dei turisti che affollano il marciapiede di fronte e addirittura salgono sui tetti pur di immortalare la vista. E quindi hanno deciso di bloccarla con una recinzione scura lunga 20 metri e alta due metri e mezzo. Alla faccia degli occidentali maleducati.
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