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Una stagione all’inferno con Stromae

La copertina dell’album di Stromae Multitude (2022) che contiene L’enfer 
La canzone della settimana è “L’enfer” di Stromae
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Questo è un artista che si perde e si ritrova. Quando incominciamo a pensare che Stromae, cantautore belga, 39 anni, è stato inghiottito dai suoi demoni, ricompare con testi e musiche ancora più potenti. Ma, drammaticamente, sembra sempre più alieno, più distante dal ragazzo equilibrato che si era proposto di diventare quando nel 2013 pubblicò il magnifico album (il secondo) Racine Carrée. Ricordo il nostro incontro, nel 2014, al Polydôme di Clermont-Ferrand, prima di un concerto trionfale. Era incredulo, il video di Papaoutai (su quel padre assente per cui prova sentimenti contrastanti che è stato ucciso in Ruanda, il paese d’origine, nei giorni terribili del genocidio) aveva totalizzato un milione e mezzo di visualizzazioni – oggi siamo a quota un miliardo!

All’epoca scrissi: «Come Jacques Brel, che sessant’anni fa abbandonò moglie e figlie per abbracciare la sua vocazione, Stromae è partito dal Belgio in una direzione imprecisata dell’universo musicale scombussolato dalla democrazi…

Questo è un artista che si perde e si ritrova. Quando incominciamo a pensare che Stromae, cantautore belga, 39 anni, è stato inghiottito dai suoi demoni, ricompare con testi e musiche ancora più potenti. Ma, drammaticamente, sembra sempre più alieno, più distante dal ragazzo equilibrato che si era proposto di diventare quando nel 2013 pubblicò il magnifico album (il secondo) Racine Carrée. Ricordo il nostro incontro, nel 2014, al Polydôme di Clermont-Ferrand, prima di un concerto trionfale. Era incredulo, il video di Papaoutai (su quel padre assente per cui prova sentimenti contrastanti che è stato ucciso in Ruanda, il paese d’origine, nei giorni terribili del genocidio) aveva totalizzato un milione e mezzo di visualizzazioni – oggi siamo a quota un miliardo!

All’epoca scrissi: «Come Jacques Brel, che sessant’anni fa abbandonò moglie e figlie per abbracciare la sua vocazione, Stromae è partito dal Belgio in una direzione imprecisata dell’universo musicale scombussolato dalla democrazia della Rete – e ha conquistato il mondo». In dieci anni è successo di tutto nella sua vita – anche un matrimonio e un figlio – ma di fatto, inspiegabilmente, il terzo album è arrivato dopo un estenuante periodo di silenzio: Multitude, nel 2022.

Problemi di salute (febbri malariche) e problemi personali, probabilmente più seri. A differenza di Brel, Stromae non è riuscito a curare con le canzoni il mal de vivre. È riapparso ingrassato, ma non meno motivato. L’enfer è magnifica, la pagina di un diario in cui l’artista confessa: «A volte ho avuto pensieri suicidari e non ne sono fiero / Pensavo fosse la sola maniera di metterli a tacere / Quei pensieri che mi fanno vivere un inferno». Se non lo conoscete ancora, lasciatevi contagiare dalla sua malinconia. Il suo è l’enfer di tutti.

Sul Venerdì del 31 maggio 2024

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