Il Venerdì

Papi artisti e unicorni sull’isola Bisentina

Papi artisti e unicorni sull’isola Bisentina

VIAGGI DA FERMO Riapre al pubblico la piccola isola nel lago di Bolsena: ne parla lo Speciale sul nuovo numero del Venerdì

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Così lontana, così vicina: così appare l'isola Bisentina dalle rive del Lago di Bolsena. È poco più di uno scoglio, solo 17 ettari a un'ora e mezza di auto a nord di Roma, più pochi minuti di navigazione dal piccolo porto di Capodimonte (Viterbo), ma come spesso accade nel nostro Paese, è un concentrato di storia e di storie. Per secoli è appartenuta ai Farnese, famiglia di condottieri, papi e amanti di papi, che vi costruirono un convento, una chiesa grande e altre sette piccole cappelle, coinvolgendo artisti come Benozzo Gozzoli o Antonio da Sangallo il giovane e lasciando scolpito nella pietra uno dei loro emblemi, l’unicorno. Poi è passata più volte di mano, è andata quasi in abbandono, finché non l'ha acquistata una famiglia di industriali lombardi che la sta rimettendo in sesto, e che da domani la riaprirà al pubblico per una serie di visite guidate. La storia l'abbiamo raccontata più a lungo nello Speciale Viaggi all'interno del Venerdì in edicola appunto domani, 21 giugno, tutto dedicato alle isole vicine e lontane: oltre alla Bisentina, Malta amata dai set di Hollywood, Hiumaa ex avamposto sovietico sul Mar Baltico, l'arcipelago indonesiano della Sonda e via navigando.

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