Quando è in arrivo un film di Nuri Bilge Ceylan, cioè circa ogni quattro anni, si produce in me uno stato di disposizione e attesa che non riesco a ridurre alla formula “è un regista che amo”. C’è qualcosa in più e provo a tradurlo, anche a me stesso, così: “è un regista necessario”. I suoi film sono letteratura classica e nello stesso momento contemporanea. Racconto di due stagioni, nelle sale d…