È un tratto della frontiera tra Grecia e Macedonia del Nord in un'immagine postata su Google Maps da un'utenza che si firma "Refugees Street View" e indica sulla mappa d'Europa luoghi simbolo delle rotte dei migranti, dalla Turchia all'isola di Lesbo fino alle spiagge francesi sulla Manica. Il 19 aprile 2023, lungo quella frontiera se non proprio in quel punto, un poliziotto macedone spara a due ragazzi della Sierra Leone, Abu Bakar, 24 anni, e Fatmata, 23, che viaggiavano lungo la rotta balcanica dei profughi. Erano sposati, si conoscevano fin da bambini. Fatmata muore; a suo marito viene impedito di seguirla in ospedale. I poliziotti lo portano con l'inganno in commissariato, poi in un centro di detenzione, e gli fanno una proposta: se non dirà niente di quello che è successo gli lasceranno attraversare il confine ed entrare in Europa. Ma Abu Bakar non cede e resta in Macedonia: grazie anche all'aiuto di Second Tree, un'associazione di aiuto ai rifugiati con cui era entrato in contatto in Grecia, denuncia il poliziotto, mobilita l'opinione pubblica macedone e ottiene che venga istruito un processo.
La storia l'aveva raccontata sul Venerdì Giovanni Fontana, cofondatore di Second Tree, che si era anche occupato di riportare in Sierra Leone la salma di Fatmata: un'altra odissea. Qualche giorno fa ne hanno parlato su Repubblica anche Luigi Manconi e Marica Fantauzzi. Anche nel contesto tragico delle migrazioni verso la “fortezza Europa”, che le forze dell’ordine mirassero e sparassero contro dei profughi in cammino non era mai successo. O almeno non era mai stato reso noto.
Ieri però a Skopje si è concluso il processo, e Igor Markov, il poliziotto che aveva sparato e ucciso, è stato dichiarato non colpevole. Lo annuncia incredula Second Tree sui suoi account social, promettendo un ricorso in appello. E riportando le parole pronunciate in aula da Abu Bakar: "Spero che in futuro nessuna delle persone che migrano come me e mia moglie debba sperimentare mai qualcosa di simile. Spero che noi profughi verremo trattati come esseri umani".
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