Satnam Singh e i suoi fratelli
di Vittorio LingiardiFesteggio il ritorno dei vecchi film con la stessa gioia con cui saluto l’arrivo dei nuovi. Grazie a un’iniziativa di Nexo Digital, Titanus e Rai Com, cinque capolavori stanno onorando le sale per celebrare i 120 anni della Titanus, la casa di produzione fondata nel 1904 da Gustavo Lombardo e portata al successo dal figlio Goffredo. Dall’11 al 17 luglio è stata la volta di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, restaurato qualche anno fa nei laboratori, bolognesi e miracolosi, del “Cinema ritrovato”. «Perlaceo e lucente», dice Scorsese, «uno dei bianco e nero più belli che io abbia visto». Oltre a riportare la pellicola all’originale splendore, il restauro integra alcune sequenze tagliate dalla censura: il film fu infatti osteggiato in tutti i modi dal governo destrorso di allora.
Festeggio il ritorno dei vecchi film con la stessa gioia con cui saluto l’arrivo dei nuovi. Grazie a un’iniziativa di Nexo Digital, Titanus e Rai Com, cinque capolavori stanno onorando le sale per celebrare i 120 anni della Titanus, la casa di produzione fondata nel 1904 da Gustavo Lombardo e portata al successo dal figlio Goffredo. Dall’11 al 17 luglio è stata la volta di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, restaurato qualche anno fa nei laboratori, bolognesi e miracolosi, del “Cinema ritrovato”. «Perlaceo e lucente», dice Scorsese, «uno dei bianco e nero più belli che io abbia visto». Oltre a riportare la pellicola all’originale splendore, il restauro integra alcune sequenze tagliate dalla censura: il film fu infatti osteggiato in tutti i modi dal governo destrorso di allora.
La Provincia di Milano impedì a Visconti di girare la scena dell’uccisione di Nadia all’Idroscalo perché avrebbe “offeso” il luogo (la scena fu poi girata sul lago di Fogliano, vicino a Latina). Questa la rapida descrizione di Visconti a Suso Cecchi d’Amico: «Una madre e i suoi cinque figli: cinque come le dita di una mano; e poi c’entra la boxe». Storia di una vedova lucana emigrata a Milano con la famiglia negli anni del boom economico, Rocco e i suoi fratelli è la trasfigurazione del neorealismo in melodramma. Sulle spalle di Verdi, Freud e Marx, Visconti mescola Il ponte della Ghisolfa di Testori a I Malavoglia di Verga, L’idiota di Dostoevskij a Giuseppe e i suoi fratelli di Mann (da cui il titolo), per fare un film che oggi potrebbe essere ambientato nelle campagne del caporalato razzista e intitolarsi Satnam Singh e i suoi fratelli. Sarebbe ancora un film sulla famiglia e la povertà, l’amore e la disperazione, l’emigrazione e il destino dei vinti. Come una tragedia greca è antico e presente, colto e popolare. Tra i film che più amo.
Sul Venerdì del 19 luglio 2024