Natalia Aspesi: ci mancherebbe solo la pena di morte
di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Cara Aspesi, mi rendo conto che la questione è assai delicata, ma non può esaurirsi nella bella lettera di Nicola Campoli da Napoli (sul Venerdì del 5 luglio, ndr), né nelle altrettanto sue belle parole sulla crudeltà e l’efferatezza degli omicidi tra adolescenti. Io credo che qualcuno, prima o poi, sventolerà di nuovo la sporca e usurata bandiera della pena di morte, anche per i ragazzi. Io, che alla pena di morte non ci ho mai creduto e che ho letto e riletto l’opera capitale di Cesare Beccaria, mi domando: ma che senso ha mandare in prigione una tigre che ha assaporato il sangue umano? E tigre a parte (che sono migliaia contro i miliardi di umani) mi domando se davvero qualcuno crede ancora al ravvedimento dell’assassino che compensi il dolore dei parenti della vittima. Io la penso come Kant: chi uccide dev’essere ucciso, anche se si tratta di un “banale” incidente d’auto. Non c…
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Cara Aspesi, mi rendo conto che la questione è assai delicata, ma non può esaurirsi nella bella lettera di Nicola Campoli da Napoli (sul Venerdì del 5 luglio, ndr), né nelle altrettanto sue belle parole sulla crudeltà e l’efferatezza degli omicidi tra adolescenti. Io credo che qualcuno, prima o poi, sventolerà di nuovo la sporca e usurata bandiera della pena di morte, anche per i ragazzi. Io, che alla pena di morte non ci ho mai creduto e che ho letto e riletto l’opera capitale di Cesare Beccaria, mi domando: ma che senso ha mandare in prigione una tigre che ha assaporato il sangue umano? E tigre a parte (che sono migliaia contro i miliardi di umani) mi domando se davvero qualcuno crede ancora al ravvedimento dell’assassino che compensi il dolore dei parenti della vittima. Io la penso come Kant: chi uccide dev’essere ucciso, anche se si tratta di un “banale” incidente d’auto. Non ci sono ragioni, nemmeno la legittima difesa per mia figlia che sta per essere stuprata o uccisa, perché e come un uomo uccida un altro uomo. Epperò, il fatto che la maggior parte degli orribili assassinamenti non ci tocchino da vicino non ci autorizza a pensare che l’omicidio può essere emendato col carcere. Saranno pure brutti quei film americani di revenge, ma almeno svolgono un ruolo catartico importante come le tragedie greche; che, guarda un po’, finivano tutte con una vendetta divina,anzi più umana che divina. Grazie,
N.N.
Avrei giurato che prima o poi chi non sa mai cosa dire come ministro e per questo dice qualsiasi cosa gli suggerisca il primitivo generale Vannacci, sarebbe stato lui a tirar fuori la pena di morte: invece no, è stato lei, un uomo intelligente e persino, a sentirlo, di sinistra. Io le dico subito che uno Stato che infligge la pena di morte, come l’America, ai suoi cittadini, compie un delitto inaccettabile. Per me chi uccide, lo Stato o un efferato assassino ,fa con la stessa crudeltà un gesto insanabile. Io sono molto ma molto laica, e sono certa che lo Stato ha il diritto di punire ma non di uccidere. E su questo io credo che lei abbia gentilmente tentato di farmi fessa, giusto per vedere come la penso, obbligandomi a pensare come se fossi Dio. È vero, le nostre carceri fanno schifo, finora, quest’anno, si sono suicidati 55 giovani uomini, l’anno scorso addirittura 85. Una vergogna, un luogo che non permetterà mai di sentire il peso, magari nullo, di ciò che si è fatto.
Noi che a Berlusconi preferiamo Parri
Condivido la sua lucidissima sintesi dell’avventura politica dell’imprenditore Silvio Berlusconi. Eppure, andando indietro nel tempo, dopo la caduta del fascismo l’Italia aveva imboccato bene la strada verso una società più aperta e giusta, attenta ai valori della libertà e della democrazia, affidando a Ferruccio Parri, leader della Resistenza nella lotta al nazifascismo e prestigioso esponente del Partito d’Azione, il ruolo di presidente del Consiglio. Scrive il poeta Roberto Roversi nel libretto intitolato Dopo Campoformio (Einaudi, Torino 1965): «Carri armati posano /sotto gli alberi, i negri /ridono, stendono le mani, /la gente nelle vie, / tutte le finestre al sole. / Giorno sacro d’aprile. Alti vocianti /feroci uomini nuovi». (Ferruccio Parri, nel mattino di maggio del 1945).
Lorenzo Catania
Questa è una delle prime lettere che ho ricevuto “sulla avventura politica dell’imprenditore Silvio Berlusconi”. Ne ho ricevute tante,e tutte contro l’ex premier. Con il nome di Forza Italia ha ancora dei seguaci, che di lui se ne fregano e con l’aria per bene seguono la destra a cui non credono, per il loro piacere, per i loro affari, per ciò che fa loro comodo. Lei parla di tempi andati, rimossi, dimenticati. Sì, ha ragione, forse siamo in pochi che si appassionano, come dice lei, «alle politiche sobrie», come appunto Ferruccio Parri, impregnate di “doverismo” e di alto senso etico.
Silvio, tutto il male è cominciato lì
Gentile Natalia, come vede la chiamo per nome, spero mi perdoni. Non sono esattamente un suo coetaneo, comunque viaggio sulla buona strada per diventarlo. Ogni settimana,o quasi, ormai da decenni leggo la sua rubrica, sempre con interessee piacere, tante volte sono stato d’accordo con lei, poche in disaccordo. Il motivo per cui le scrivo, oltre che per esprimerle la mia stima, è il seguente: nella sua intervistadi qualche settimana fa ho lettocon straordinaria soddisfazione(...non esagero) quanto ha dettodi Berlusconi. Il male, appunto,è cominciato da lì, ne sono convinto e lo penso da sempre. Proprio un individuo che ha fatto i suoi interessi e che ripetutamente ha offeso le nostre istituzioni, sia da vivo (Ruby etc.) che da morto (il suo vergognoso funerale, vergognoso per lo Stato che lo ha promosso). Meno male che c’è l’Aspesi, salutandola cordialmente.
Vanni Bramanti
Io non posso dimenticare le ridicole interviste che si faceva fare quando ballava il bunga bunga e raccontava le sue orribili barzellette. Ecco, da quel momento, con le sue televisioni che ci hanno portato delle belle coscione e pettone, tutte molto giovani, abbiamo cominciato a vedere anche in politica donne davvero molto belle perché per lui se non erano bellissimenon avevano il diritto di entrare in Parlamento. Alla fine, erano decine, cominciate con la minorenne spacciata per una finta Mubarak. Siamo un Paese che non ha storia, se la dimentica, anche quando passa dal carcere (vedi Dell’Utri). Le storie su Berlusconi sono centinaia, tutte spaventose, ed è da quelle che abbiamo imparato ad accettare persino un funerale di Stato a lui dedicato.
Come siamo finiti in fondo al baratro
Gentile Signora Aspesi, la leggo da anni con grande interesse e piacere. Non sono sempre d’accordo con lei ma per fortuna il mondo è vario. In particolare però sottoscrivo al cento per cento quanto riportato nella bella intervista sul Venerdì del 21 giugno. Da sempre sostengo che Berlusconi è stato un mascalzone. A parte le schifezze e nefandezze sulle donne è stato una delle figure più orribili degli ultimi 30 ma anche 40 anni. Ha manipolato milioni di persone sdoganando il peggio di ognuno, nel privato, nel pubblico, nella politica, abbindolando tutti con le sue tv. È davvero tra i maggiori responsabili dello sfacelo di questo povero posto che è diventato l’Italia. Gli altri responsabili dello schifo nel quale siamo costrettia vivere (noi che non lo abbiamo mai votato e fin dagli anni 80 avevamo capito quanto pericoloso fosse) sono coloro che avevano la possibilità di bloccarlo emanando/applicando leggi contro il conflitto d’interessi e non lo hanno fatto. Non sono del tutto sicura che lo abbiano sottovalutato, avevano sicuramente uno scopo a non fermarlo. E ora ci troviamo nel baratro. Le sue parole dovrebbero essere stampate sui muri, ripetute come un mantra ogni giorno sui giornali ancora non allineati, ripetute dai giornalisti ancora dotati di coscienza, scritte sui libri di scuola. Chiedo venia per il grande pessimismo di questa mia, non riescoa non dolermi ogni giorno di quanto sia successo dal 1994 (ma anche da prima) ad oggi. La saluto cordialmente e la abbraccio virtualmente.
Francesca Lupino (Genova)
Gentile signora Lupino, la sua lettera è esemplare, non poteva essere più triste e, mi scusi, senza speranza. Spero sia il caldo a toglierci il respiro. E per il resto non è detto, chissà…
Sul Venerdì del 26 luglio 2024