Le piccole grandi canzoni dei Doors
di Giuseppe VidettiQuesta è per l’estate che se ne va, e non porta via con sé solo gli amori (come nella consumata tradizione pop) ma anche la spensieratezza che l’autunno traduce in malinconia. Si chiama Summer’s Almost Gone (L’estate è quasi finita), è una microcanzone da Waiting for the Sun (1968), il terzo album dei Doors.
Della band californiana spesso ricordiamo le lunghe ed elaborate session costruite intorno alle poesie di Jim Morrison (1943-1971): Light My Fire (sette minuti che in realtà avrebbero potuto essere ridotti a tre), gli undici minuti di The End e When the Music’s Over in puro stile psychedelic rock, gli otto abbondanti della solenne e declamatoria The Soft Parade, infine la lunga e galoppante Riders on the Storm.
Ma le composizioni monumentali della breve carriera …
Questa è per l’estate che se ne va, e non porta via con sé solo gli amori (come nella consumata tradizione pop) ma anche la spensieratezza che l’autunno traduce in malinconia. Si chiama Summer’s Almost Gone (L’estate è quasi finita), è una microcanzone da Waiting for the Sun (1968), il terzo album dei Doors.
Della band californiana spesso ricordiamo le lunghe ed elaborate session costruite intorno alle poesie di Jim Morrison (1943-1971): Light My Fire (sette minuti che in realtà avrebbero potuto essere ridotti a tre), gli undici minuti di The End e When the Music’s Over in puro stile psychedelic rock, gli otto abbondanti della solenne e declamatoria The Soft Parade, infine la lunga e galoppante Riders on the Storm.
Ma le composizioni monumentali della breve carriera dei Doors sono connesse fra loro da una marea di microcanzoni, il liquido amniotico che ne esalta la vitalità. Sono più belle? Più brutte? Summer’s Almost Gone è una canzoncina rispetto a The End? Errore! Né Morrison la pensava a quel modo. Quando incideva Waiting for the Sun, che non contiene brani di lunga durata, diceva: «Mi piacerebbe fare una canzone che sia pura espressione di gioia, una celebrazione dell’esistenza. Come l’arrivo della primavera, come un sole che sorge. Pura gioia illimitata. Non credo sia ancora stato fatto davvero».
Ecco, queste sono quelle che io, nel repertorio dei Doors, chiamo microcanzoni; poesie fulminanti, “M’illumino d’immenso” immersa in un cabaret musicale minimal-post- espressionista.
Ecco le migliori dieci canzoni “brevi” dei Doors:
1) People Are Strange (2’10”)
2) The Crystal Ship (2’32’’)
3) End of the Night (2’50”)
4) A Little Game (1’12’)
5) My Eyes Have Seen You (2’27”)
6) Horse Latitudes (1’35”)
7) Hello, I Love you (2’13”)
8) Love Street (2’49”)
9) Blue Sunday (2’12”)
10) Indian Summer (2’34”)