Noi. Che salutiamo con una mano sola miriadi di persone. Noi che scendiamo a compromessi solo al capolinea delle vite. Noi che col nostro getto pretendiamo di colpire il segno delle feci precedenti restate nel water. Che imponiamo le mani, ma non consigliamo mai l’anima. Che parliamo tanto di parole e non della loro Antonelliana mole. Noi che “ridiamo” sempre a crepapelle, ma senza restituire veramente. Noi che non ci avalliamo mai dell’ultimo emendamento, cioè della facoltà di corrispondere. Noi, prove morenti dell’esistenza di Dio viventi; incapaci alle paci, pedestri sinistri, procaci, veraci mai perspicaci. Noi che crediamo che l’arresto cardiaco c’entri al massimo col cuore, non con l’incarcerare dolori, senza amori. Noi giubilei, flegrei, plebei arimatei, o atei.Che per quanto sani, non ci ammaliamo mai abbastanza per guarire. Noi che ubbidiamo ma non diamo, stendiamo ma non rialziamo, spersperando che la luce ci baci invece di accenderla e diventarla.Noi. Che invece di non esser così, siam sempre e sol così così.
Sul Venerdì del 13 settembre 2024