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Stevie Wonder, inno alla vita e alla libertà

La copertina di Songs in the Key of Life (1976) di Stevie Wonder, che contiene As 
La canzone della settimana è “As” di Stevie Wonder
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Questa è il compendio di un secolo di musica afroamericana. Un inno all’amore, alla musica, al creato, all’inevitabilità. Ha alle spalle una storia che va raccontata. Non tanto la canzone – As (capolavoro dell’album capolavoro Songs in the Key of Life, 1976) – quanto il suo autore, Stevie Wonder (classe 1950, non vedente dalla nascita). Ora, che Stevie sia un numero uno è assodato; tutto quel che produce è rilevante, ma dopo Hotter Than July (1980) niente è più stato come prima (si fa per dire: 100 milioni di copie vendute + 25 Grammy + un Oscar).

Però c’è un periodo della lunga e torrenziale carriera (iniziata nel 1962) in cui dall’artista emerge il genio: inizia nel 1972 con Music of My Mind e termina nel 1976 con il sontuosissimo e voluminoso Songs in the Key of Life (cinque album: nel mezzo Talking Book, Innervisions, Fulfillingness’ First Finale) – intermezzo folgorante in una carriera luminosa. Mi piace pensare che As, lussureggiante, corale, serena, sia una sorta di …amen.

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Questa è il compendio di un secolo di musica afroamericana. Un inno all’amore, alla musica, al creato, all’inevitabilità. Ha alle spalle una storia che va raccontata. Non tanto la canzone – As (capolavoro dell’album capolavoro Songs in the Key of Life, 1976) – quanto il suo autore, Stevie Wonder (classe 1950, non vedente dalla nascita). Ora, che Stevie sia un numero uno è assodato; tutto quel che produce è rilevante, ma dopo Hotter Than July (1980) niente è più stato come prima (si fa per dire: 100 milioni di copie vendute + 25 Grammy + un Oscar).

Però c’è un periodo della lunga e torrenziale carriera (iniziata nel 1962) in cui dall’artista emerge il genio: inizia nel 1972 con Music of My Mind e termina nel 1976 con il sontuosissimo e voluminoso Songs in the Key of Life (cinque album: nel mezzo Talking Book, Innervisions, Fulfillingness’ First Finale) – intermezzo folgorante in una carriera luminosa. Mi piace pensare che As, lussureggiante, corale, serena, sia una sorta di …amen.

Ecco come ci arrivò: 1) doveva staccarsi la maschera di enfant prodige che la Motown gli aveva incollato 2) ambiva a una libertà artistica che il contratto con l’etichetta non gli garantiva 3) un grave incidente stradale nel 1973 lo indusse a riconsiderare la sua esistenza e a trascorrere un periodo in Ghana. Ne tornò trasformato, scosso dalle sue visioni interiori, ispirato, determinato: per mesi si parlò del tira e molla con la Motown, che per non perderlo si rassegnò ad accettare ogni richiesta (la più pesante, quella economica). Da lì nasce il monumentale Songs in the Key of Life (all’epoca due vinili + un EP in un’unica confezione) e As, una ballata spaziale, sette minuti che valgono un’eternità, con un coro stellare e Herbie Hancock in soccorso di quel versatile one man band che è Stevie. (Da non trascurare: la versione in duetto di George Michael con Mary J. Blige).

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