Elon Musk partì per il Canada dal Sudafrica a 17 anni, con 2.000 dollari della madre, Maye, che li aveva vinti (e poi investiti) in un concorso di bellezza. A 15 anni, Maye era una campionessa di matematica e un vero splendore,e il fidanzatino, Errol Musk, l’aveva tradita; lei era dimagrita di quattro chili e così iniziò a farela modella e a tenere conferenze nutrizioniste: intanto ringrassava, e nell’imperdibile biografia Elon Musk di Walter Isaacson (da Mondadori) racconta che è per questa insicurezza che accettò di sposare Errol. Era un errore, ma intanto era nato, nel giugno 1971, Elon – Errol amava quel nome biblico: inoltre, nel romanzo di fantascienza Progetto Marte del fisico Wernher von Braun, “l’Elon” era il capo di una colonia marziana.
Errol era anche lui bellissimo; ingegnere, costruiva centri commerciali e, col partito nazionalista pro-apartheid, era entrato nel consiglio comunale di Pretoria battendo un afrikaner. Amava risistemare vecchi aerei, e comperò un bimotore, con cui trasportava troupe tv a girare nel bush sudafricano; nel 1986 decise di venderlo a un imprenditore, che lo pagò in smeraldi, estratti da tre sue piccole miniere in Zambia. Errol si mise allora a commerciare smeraldi; «non era legale», e negli anni Ottanta diventò fallimentare; lo abbandonò – anche Maye, da tempo, lo aveva lasciato.
I genitori di Maye amavano a loro volta volare; in Canada, il padre Joshua – il nonno materno di Elon – aveva visto un monomotore Luscombe con la scritta “IN VENDITA” e lo comperò: decisione prematura perché non sapeva pilotare; ma imparò, e fu sorvolando le jacaranda vicino a Pretoria che decise di stabilirvisi. Con la moglie vinse rally motociclistici (20 mila chilometri Città del Capo-Algeri); i due furono i primi a volare con un monomotore dall’Africa all’Australia – dovettero rimuovere i sedili posteriori per metterci le taniche di benzina.
A dieci anni, Elon andò a vivere dal padre, che da piccolo lo attaccava sadicamente urlando per ore che era un idiota, ma «possedeva una Rolls-Royce Corniche decappottabile color oro» e, scoprì, due enciclopedie, che lui lesse per intero; adorava i libri di fantascienza, specie Robert Heinlein, i cui supercomputer hanno il senso dell’umorismo. Aiutò Errol a costruire un capanno per turisti di safari a Timbavati, luogo incontaminato a 500 chilometri da Pretoria; di notte dormivano accanto al fuoco, stretti, per via dei leoni, ai loro fucili Browning. Elon vinse così una gara locale di tiro al piattello – ma era troppo piccolo per ritirare il premio, una cassa di whisky. Fu Errol a portare Elon, a nove anni, in gita in America – ma non a Disney World, «troppo cara».
Sul Venerdì del 15 novembre 2024