John Kennedy aspettava all’aeroporto LaGuardia di New York la fidanzata, Jackie Bouvier, che rientrava da Londra – aveva coperto per il Times-Herald l’incoronazione di Elisabetta II – carica di libri per lui. Ma per prima era scesa dall’aereo Zsa Zsa Gábor, l’attrice; era maggio, ma indossava, come un accappatoio, un visone azzurro («non entrava in valigia»). Jackie li trovò così a conversare; John non era un misantropo (tre o quattro flirt, uno con Audrey Hepburn, solo durante il fidanzamento), ma il padre Joe Kennedy era stato categorico: per arrivare alla Casa Bianca, Jackie Bouvier era la moglie perfetta.
I Bouvier non erano doviziosi, ma erano chic. A East Hampton avevano un maniero all’inglese con sette ettari di parco e uno stemma; il nonno, il maggiore John Vernou Bouvier, aveva caldeggiato …
John Kennedy aspettava all’aeroporto LaGuardia di New York la fidanzata, Jackie Bouvier, che rientrava da Londra – aveva coperto per il Times-Herald l’incoronazione di Elisabetta II – carica di libri per lui. Ma per prima era scesa dall’aereo Zsa Zsa Gábor, l’attrice; era maggio, ma indossava, come un accappatoio, un visone azzurro («non entrava in valigia»). Jackie li trovò così a conversare; John non era un misantropo (tre o quattro flirt, uno con Audrey Hepburn, solo durante il fidanzamento), ma il padre Joe Kennedy era stato categorico: per arrivare alla Casa Bianca, Jackie Bouvier era la moglie perfetta.
I Bouvier non erano doviziosi, ma erano chic. A East Hampton avevano un maniero all’inglese con sette ettari di parco e uno stemma; il nonno, il maggiore John Vernou Bouvier, aveva caldeggiato l’entrata degli States nella Prima guerra mondiale al fianco degli Alleati; ma mentre il figlio Bud si arruolò subito, e fece l’eroe in Francia, l’altro, Jack, rimase imboscato negli Usa. Fece il broker e i soldi, lo chiamavano Black Jack, era magnifico, girava in auto lussuose con autisti in livree coordinate, e sposò una fidanzata del fratello – che intanto annegava le memorie di guerra nell’alcol. Black Jack si irritò anche quando il fratello cominciò a vedersi di nascosto con Edna Woolworth, ereditiera dei grandi magazzini, che aveva sposato, dopo sei anni di fidanzamento imposto dalla famiglia, tal Franklyn Hutton, che sarebbe diventato di suo uno degli uomini più ricchi d’America. Quando Bud, che viveva in famiglia, riusciva a farsi prestare dal padre la macchina, lui ed Edna si appartavano. Ma Edna non divorziò mai, e la sua unica figlia Barbara era quasi bambina e già multimiliardaria quando si innamorò del principe georgiano Alexis Mdivani. Il sarto Patou le spiegava che in Georgia basta avere tre maiali e un pezzo di terra per essere considerati principi, ma Barbara lo sposò; gli aveva regalato un palazzo sul Canal Grande, ma lui rimase decapitato a 26 anni in un incidente stradale.
Barbara Hutton continuò a collezionare mariti, e quando sposò Cary Grant li chiamarono Cash and Cary; antinazisti nella Seconda guerra mondiale, lei finanziava la resistenza e lui collaborava coi servizi inglesi. E Black Jack Bouvier, l’imboscato dell’altra guerra? La prima figlia, Jacqueline, sposò John Kennedy, la cui leggera zoppìa – proclamava, sempre in vista della Casa Bianca, il padre Joe – era legata a un’azione eroica nel mar del Giappone. Per orientarsi tra i miliardari della Snob Society degli anni del Jazz, le 500 pagine del libro omonimo di Francis Dorléans (Neri Pozza) si leggono volando.
Sul Venerdì del 29 novembre 2024