Il Venerdì

Alessandro Gassmann: “Il clima come scelta di vita”

Alberto Ruggieri
Alberto Ruggieri 

Tra manifestazioni e dibattiti, l’impegno di Giovanni Montagnani per l’ambiente non si ferma

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Oggi vi raccontiamo la storia di Giovanni Montagnani, ricercatore in ingegneria elettronica e appassionato alpinista, che in un giorno del 2018 legge le conclusioni del rapporto degli scienziati IPCC sull’aumento della temperatura globale, che per questa ragione diventa attivista, e che dopo un evento straordinario moltiplica il suo impegno. Il documento degli scienziati Onu, che descrive in modo scientifico la gravità della crisi climatica, mette in moto un percorso di impegno che unisca scienza e persone.

A Varese, la sua provincia, Giovanni organizza incontri in cui coinvolge cittadini e istituzioni; a Milano partecipa ai primi scioperi per il clima con i Fridays for Future; e nel gennaio 2020 insieme a un gruppo di amici attraversa le Alpi sugli sci per portare un messaggio forte al World Economic Forum di Davos, e denunciare un sistema economico che sta conducendo l’umanità verso un vicolo cieco. Arrivano la pandemia e la guerra in Ucraina, e anche se il tema climatico sembra passare in secondo piano, Montagnani non si ferma, e crea “Ci sarà un bel clima”, una comunità che unisce riflessione e azione, per dare un senso concreto all’attivismo.

Ma nel 2022, un giorno, durante una scalata in montagna Giovanni cade da 40 metri di altezza. Si salva, rischia di perdere l’uso delle gambe, ma ce la fa, e affronta una lunga riabilitazione. Sopravvivere a un evento tanto estremo gli dà una nuova prospettiva: se ha ricevuto una seconda possibilità, deve usarla per qualcosa di significativo. Nel 2023 chiama così a raccolta attivisti e professionisti per i primi Stati generali dell’azione climatica, che presentano in questi giorni il loro documento politico. Per Giovanni Montagnani non è solo una questione di attivismo: è una questione di futuro, e di meritarcelo.

Sul Venerdì del 13 dicembre 2024

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