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Carlo Lucarelli: la tela di Penelope

Da un giornale dell’epoca, i protagonisti dell’intricato delitto di Paliano (Frosinone) nel marzo 1890 

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BRUTTE STORIE Tradimenti, finti suicidi e veri assassinii nella Ciociaria di fine ‘800
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Un giorno di maggio del 1890, Mario sta tornando a casa a cavallo quando viene fermato da un ragazzo che gli consegna una lettera. È di sua moglie Penelope, che gli confessa di aver avuto una relazione con Augusto, impiegato nell’ufficio postale di un paesino vicino a Frosinone, e che si vergogna così tanto che ha deciso di togliersi la vita col veleno, perdonami Mario, addio per sempre.

Mario, che è un ex sottufficiale di cavalleria e che ha un particolare senso dell’onore da duellista, gira subito il cavallo e corre all’ufficio postale, entra, vede Augusto dietro lo sportello che sta smistando la posta, tira fuori il revolver e senza dire una parola gli spara cinque colpi, di cui due alla testa, uccidendolo sul colpo. Poi si consegna ai carabinieri e viene arrestato.

E Penelope…

Un giorno di maggio del 1890, Mario sta tornando a casa a cavallo quando viene fermato da un ragazzo che gli consegna una lettera. È di sua moglie Penelope, che gli confessa di aver avuto una relazione con Augusto, impiegato nell’ufficio postale di un paesino vicino a Frosinone, e che si vergogna così tanto che ha deciso di togliersi la vita col veleno, perdonami Mario, addio per sempre.

Mario, che è un ex sottufficiale di cavalleria e che ha un particolare senso dell’onore da duellista, gira subito il cavallo e corre all’ufficio postale, entra, vede Augusto dietro lo sportello che sta smistando la posta, tira fuori il revolver e senza dire una parola gli spara cinque colpi, di cui due alla testa, uccidendolo sul colpo. Poi si consegna ai carabinieri e viene arrestato.

E Penelope? Penelope sta bene, per fortuna, ha preso soltanto un po’ di sonniferi ed è sopravvissuta. Ma non finisce lì. A casa di Augusto viene trovata un’altra lettera, sempre di Penelope, in cui la donna confessa di aver ucciso il primo marito. Era successo che a diciassette anni Penelope si era innamorata di Mario, ma la famiglia le aveva fatto sposare William, un ricco ingegnere inglese che lavorava a Roma. Penelope, però, continuava ad amare Mario e a frequentarlo di nascosto. Poi, all’improvviso, l’ingegnere si era sentito male ed era morto.

Ecco, nella lettera Penelope dice di averlo avvelenato lei, per stare con Mario, e infatti poco dopo finalmente si erano sposati ed erano andati a vivere insieme felici e contenti. Non per molto, perché intanto Penelope si innamora di Augusto, ma c’è Mario di mezzo, così chiede all’amante di aiutarla ad ucciderlo. È facile, l’ha già fatto con William, gli fa vedere una lettera in cui confessava l’omicidio, ma Augusto si spaventa e rifiuta, tenendosi la lettera.

Penelope ha paura che Augusto vada dai carabinieri e allora ecco l’idea: scrivere un’altra lettera, quella di addio a Mario, che essendo il tipo che è di sicuro perderà il lume della ragione, e infatti è quello che succede: Mario cade in trappola liberando in un colpo solo Penelope da un marito ingombrante, sé stesso, e da un amante deludente. Appena trovano la confessione a casa di Augusto i carabinieri capiscono tutto, ma Penelope è già scappata. Prima va a Palermo, poi torna a Roma per prendere una nave diretta in Grecia ma lì la arrestano. Finisce sotto processo assieme a Mario e si prendono l’ergastolo tutti e due.

Sul Venerdì del 3 gennaio 2025

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