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Alessandro Bergonzoni: vade mecum Satanam

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APRIMI CIELO dal Venerdì del 17 gennaio 2025
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Amor alberato, ti vivo, né sorto, né schivo, né corto. Tu, Fintroppa, tu esalatrice di primi respiri. Tu pene dei miei stivali e tacco dei miei quintali. Sofferenza del mio senza e del mio cardio. Pulce di una luce cane. Ballo delle mie trame: dimmi, chi è il più fratello in sto’ parentame? Non rispondermi subito: aspetta che io ci e ti ripensi. Amor m’alato, abbi guarigione di te, e ch’io t’abbia in cura! Adesso limitati all’infinito: per farti un fiocco regalo, ivi terrò il dito. Amor su blime, non scendere mai di lì: salirò io, in perterrito e in contenibile. Così fa chi non è sol così, chi s’aggiravolta, chi semina sangue tra un cuore qualunque e la sua aorta: del resto non si può dire di non batter con lui nei giorni agonisti. Di non fi brillare come cielo instella.

Di non smantellare il manto di neve che sotto cutaneo, lo s’copre. Ora concentrati come fossi un campo e degnati almeno di mille sguardi: uno basta a chi non se la sente di veder l’Anche. Capisci (se puoi) i fichi, e …

Amor alberato, ti vivo, né sorto, né schivo, né corto. Tu, Fintroppa, tu esalatrice di primi respiri. Tu pene dei miei stivali e tacco dei miei quintali. Sofferenza del mio senza e del mio cardio. Pulce di una luce cane. Ballo delle mie trame: dimmi, chi è il più fratello in sto’ parentame? Non rispondermi subito: aspetta che io ci e ti ripensi. Amor m’alato, abbi guarigione di te, e ch’io t’abbia in cura! Adesso limitati all’infinito: per farti un fiocco regalo, ivi terrò il dito. Amor su blime, non scendere mai di lì: salirò io, in perterrito e in contenibile. Così fa chi non è sol così, chi s’aggiravolta, chi semina sangue tra un cuore qualunque e la sua aorta: del resto non si può dire di non batter con lui nei giorni agonisti. Di non fi brillare come cielo instella.

Di non smantellare il manto di neve che sotto cutaneo, lo s’copre. Ora concentrati come fossi un campo e degnati almeno di mille sguardi: uno basta a chi non se la sente di veder l’Anche. Capisci (se puoi) i fichi, e riempi i fiaschi…Per bere e per bene. Tuo Glù alla seconda!

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