In fondo alla strada, in una capanna ai margini di una frazione di Oulx, che adesso si chiama Ulzio e fa parte della città metropolitana di Torino ma nel dicembre del 1946 era estrema campagna, ci sta una strega. Che Teresa poi lo sia davvero, una strega, non è detto, ma fa di tutto per farsi credere tale dalla gente del paese: vive da sola, lontano da tutti, la mattina esce all’alba per invocare il sole e la luna, raccoglie erbe per le sue pozioni, conosce le formule per cacciare gli spiriti malvagi, insomma tutto quello che di solito fanno le streghe. È il suo mestiere, infatti guarisce gli ammalati quando la medicina ufficiale non ci riesce, magari risalendo alle vere cause della malattia che la scienza non può stabilire, per esempio maledizioni e malocchio.
Che sia vero oppure no, che le sue cu…
In fondo alla strada, in una capanna ai margini di una frazione di Oulx, che adesso si chiama Ulzio e fa parte della città metropolitana di Torino ma nel dicembre del 1946 era estrema campagna, ci sta una strega. Che Teresa poi lo sia davvero, una strega, non è detto, ma fa di tutto per farsi credere tale dalla gente del paese: vive da sola, lontano da tutti, la mattina esce all’alba per invocare il sole e la luna, raccoglie erbe per le sue pozioni, conosce le formule per cacciare gli spiriti malvagi, insomma tutto quello che di solito fanno le streghe. È il suo mestiere, infatti guarisce gli ammalati quando la medicina ufficiale non ci riesce, magari risalendo alle vere cause della malattia che la scienza non può stabilire, per esempio maledizioni e malocchio.
Che sia vero oppure no, che le sue cure richiedano così tanto tempo che alla fine magari i pazienti guariscono da soli non importa, la gente di Oulx e dintorni si fida di Teresa, e lei campa di questo. Anche Silvia si è fidata e le ha portato suo figlio, che sta deperendo a vista d’occhio per un oscuro male, che i medici hanno diagnosticato come una sorta di depressione ma che per Teresa è invece una fattura da togliere.
Non funziona, il male continua e a questo punto Silvia si convince che la fattura gliel’abbia fatta proprio Teresa. Se il principio scientifico è quello, il malocchio, allora vale anche in senso opposto, per cui che Silvia si dia da fare e tolga il malocchio a Emilio prima che finisca male.
Non funziona, naturalmente, Teresa è come prigioniera della sua fama, è così la sera del 2 dicembre Silvia va a casa della strega con un’accetta e l’ammazza con un colpo in testa. Ma se fin qui la storia ha seguito la follia di un horror, adesso deve rientrare nella razionalità del giallo, perché c’è un morto per terra e un’assassina con una scure in mano che rischia di finire in galera. Silvia chiama il figlio e il marito, cancellano le tracce di sangue, infilano la strega in un sacco e la buttano nel fiume. Due giorni dopo, impegnata nelle ricerche assieme ai carabinieri e agli abitanti del paese, è la stessa Silvia a trovare il corpo di quella che piange come una vecchia amica.
La razionalità del giallo, però, è spietata, e non si esaurisce lì. Tutto il paese sa dei litigi tra Teresa e Silvia, la voce arriva alla stazione dei carabinieri che arrestano la donna e già dal primo interrogatorio ottengono facilmente una confessione.
Sul Venerdì del 17 gennaio 1946