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Ricette: l’omelette perfetta si fa in 45 secondi

Jacques Pépin, già cuoco del generale De Gaulle, lo spiega in un video da guardare e studiare. Anche se non si è chef
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Jacques Pépin è uno dei personaggi più interessanti della cultura culinaria degli ultimi 50 anni. Ha quasi novant’anni, ed è chef, cuoco, divulgatore e personaggio televisivo, ma vale la pena di ripercorrere la sua storia.

È ovviamente francese e a neanche vent’anni, a metà degli anni Cinquanta, mentre faceva il servizio militare, viene notato per uno straripante talento per la cucina, e non si capisce bene come l’anno dopo si ritrova ad essere chef personale di Charles de Gaulle. Dopodiché si trasferisce in America, rifiuta di diventare lo chef personale di Kennedy e si iscrive all’università. Si laurea, cerca di fare un dottorato su cose di cucina, ma nessuno glielo permette.

Nel frattempo continua a cucinare in vari ristoranti, e comincia ad apparire in alcuni show televisivi…

Jacques Pépin è uno dei personaggi più interessanti della cultura culinaria degli ultimi 50 anni. Ha quasi novant’anni, ed è chef, cuoco, divulgatore e personaggio televisivo, ma vale la pena di ripercorrere la sua storia.

È ovviamente francese e a neanche vent’anni, a metà degli anni Cinquanta, mentre faceva il servizio militare, viene notato per uno straripante talento per la cucina, e non si capisce bene come l’anno dopo si ritrova ad essere chef personale di Charles de Gaulle. Dopodiché si trasferisce in America, rifiuta di diventare lo chef personale di Kennedy e si iscrive all’università. Si laurea, cerca di fare un dottorato su cose di cucina, ma nessuno glielo permette.

Nel frattempo continua a cucinare in vari ristoranti, e comincia ad apparire in alcuni show televisivi. Nel 1974 si ferisce a un braccio in un incidente d’auto ed è costretto ad abbandonare il lavoro quotidiano in cucina per sempre. Si dedica quindi a tempo pieno alla televisione e a libri didattici di cucina. Si trovano numerosi suoi video online, ed è oggettivamente difficile resistere al suo forte ed elegante accento francese. I video più divertenti e indimenticabili sono con ogni probabilità quelli realizzati alla fine degli anni Novanta con Julia Child, sua amica di sempre e con cui riuscirà a realizzare per altri il sogno che non ha potuto realizzare per se stesso: fondare un programma di studi in Gastronomia, all’università di Boston.

Il mio video preferito, che riguardo almeno una volta al mese, rimane senz’altro quello in cui spiega l’arte di fare un’omelette. Racconta la differenza fra una classica omelette francese e un’omelette francese “campagnola”, come la chiama lui: «One is not better than the other, they are just different». L’omelette classica non deve essere dorata ma semplicemente cotta, e liscia, senza increspature. Ma soprattutto, si prepara idealmente in 45 secondi, come molti cuochi professionisti fanno ogni mattina, da soli, a colazione, nel ristorante vuoto e buio.

Ricetta: omelette

Ingredienti per 1 persona:
3 uova
50 g di burro
Un cucchiaio di panna
Sale e pepe

Come procedere:
Rompete le uova in una ciotola e condirle con poco pepe, tre presine di sale e un cucchiaio di panna. Sbattere le uova pochi secondi. Ponete sul fuoco alto una padella di ferro e sciogliere il burro. Quando sarà sciolto e avrà finito di schiumare, versate le uova e sbattetele con la forchetta, muovendo al tempo stesso la padella con l’altra mano nella direzione opposta. 15 secondi sono sufficienti. A questo punto vi fermate, sollevate leggermente il manico e lasciate cadere l’uovo verso il bordo opposto al manico: con la forchetta richiudete l’omelette, quindi sbattete il polso sul manico per girarla su se stessa. Ribaltate quindi tutto in un piatto, e voilà. Mangiatela non con la forchetta, ma col cucchiaio. Cambia tutto.

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