Il Venerdì

Alessandro Gassmann: fare gol contro l’inquinamento

(Disegno di Alberto Ruggieri)
(Disegno di Alberto Ruggieri) 

Morten Thorsby è un calciatore impegnato nella lotta per il clima.

A partire dal numero sulla maglia...

1 minuti di lettura

Morten Thorsby, centrocampista norvegese classe 1996 e attualmente in forza al Genoa, non è solo un protagonista in campo. È il giocatore che ha scelto di indossare il numero 2 in onore dell’Accordo di Parigi, un richiamo simbolico all’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale sotto i 2 gradi. Il suo percorso da campione di sostenibilità inizia nel 2015, quando, durante una pausa pranzo, lesse l’articolo del Guardian “Keep it in the Ground”. Una serie di approfondimenti sul riscaldamento globale e sull’urgenza di ridurre l’uso dei combustibili fossili che lo colpirono profondamente. Da quel momento, Thorsby ha adottato scelte personali e professionali che riflettono il suo impegno: dalla dieta vegetariana alla riduzione dei voli aerei, come quando ha deciso di percorrere 24 ore di viaggio in treno da Oslo a Lofoten per ridurre le emissioni di carbonio. La sua visione ha preso forma con We Play Green, un movimento che mobilita giocatori, tifosi e istituzioni per accelerare la transizione sostenibile, utilizzando il calcio come piattaforma di cambiamento. Grazie al coinvolgimento di Uefa e alla collaborazione con altri atleti, We Play Green sta crescendo in impatto e visibilità, ispirando nuove generazioni a compiere scelte consapevoli. Con oltre 5 miliardi di appassionati in tutto il mondo, il calcio rappresenta uno strumento unico per sensibilizzare e promuovere l’adozione di stili di vita più sostenibili.La performance sul campo resta la priorità per Morten, ma il tempo libero lo dedica alla causa climatica, partecipando a eventi e campagne di sensibilizzazione. Le sue azioni sono un richiamo alla responsabilità condivisa, un invito a fare ciascuno la propria parte. È un esempio di come tutti abbiamo la possibilità di parlare di transizione ecologica, anche dove sembra non esserci spazio.

I commenti dei lettori