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A Mosca hanno tutti perso la bussola

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Per impedire ai droni ucraini di colpire di nuovo la capitale, i segnali gps sono bloccati. E così i taxi si perdono, ordinare il cibo è una sfida e nemmeno i contapassi funzionano più
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MOSCA. Vietato distrarsi. Non appena il taxi si addentra nel centro della capitale, l’autista inizia a digitare convulsamente sullo schermo del cellulare. «Gps», sbuffa: tre lettere diventate un incubo. Come la maggior parte dei tassisti, è centrasiatico e non conosce le strade di Mosca. Si affida totalmente al navigatore che però fa le bizze man mano che ci si avvicina al Cremlino. Dopo avergli mostrato diversi percorsi in rapida sequenza, l’app lo indirizza nella direzione sbagliata. Succede così da quando Kiev ha iniziato a sferrare attacchi con i droni a centinaia di chilometri dal confine ucraino, in particolare dalla notte tra il 2 e il 3 maggio del 2023. Due droni ucraini colpirono la cupola del Palazzo del Senato, sede degli uffici della presidenza e dello stesso Vladimir Putin all’interno delle mura del Cremlino.

Uno sfregio i cui unici precedenti erano stati i bombardamenti nazisti che scalfirono le torri della fortezza degli zar e dei presidenti tra il 1941 e il ‘42 – …

MOSCA. Vietato distrarsi. Non appena il taxi si addentra nel centro della capitale, l’autista inizia a digitare convulsamente sullo schermo del cellulare. «Gps», sbuffa: tre lettere diventate un incubo. Come la maggior parte dei tassisti, è centrasiatico e non conosce le strade di Mosca. Si affida totalmente al navigatore che però fa le bizze man mano che ci si avvicina al Cremlino. Dopo avergli mostrato diversi percorsi in rapida sequenza, l’app lo indirizza nella direzione sbagliata. Succede così da quando Kiev ha iniziato a sferrare attacchi con i droni a centinaia di chilometri dal confine ucraino, in particolare dalla notte tra il 2 e il 3 maggio del 2023. Due droni ucraini colpirono la cupola del Palazzo del Senato, sede degli uffici della presidenza e dello stesso Vladimir Putin all’interno delle mura del Cremlino.

Uno sfregio i cui unici precedenti erano stati i bombardamenti nazisti che scalfirono le torri della fortezza degli zar e dei presidenti tra il 1941 e il ‘42 – e la “bravata” del tedesco Mathias Rust che nel 1987 planò con un piccolo aereo da turismo sulla Piazza Rossa. Non è stato l’ultimo. Nell’estate 2023 i droni ucraini bersagliarono per tre mesi la capitale russa provocando danni a edifici residenziali e strutture governative, come il quartiere dell’élite Rubljovka e il ministero della Difesa, fino a forare due volte in due giorni, all’inizio di agosto, un grattacielo nella cittadella degli affari Moskva-Citi a poco più di 7 km dal Cremlino: la cosiddetta Torre dei ministeri che ospita l’Industria e commercio, lo Sviluppo economico e lo Sviluppo digitale.

Davanti all’assalto alle sedi delle istituzioni, le autorità sono corse ai ripari. Il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin ha imposto il divieto di pilotare droni civili all’interno della capitale. E la Difesa ha iniziato a usare strumenti di guerra elettronica per bloccare i segnali dei sistemi globali di navigazione satellitare, come lo statunitense Gps, e così confondere i droni. Sui tetti sono apparse speciali antenne che fanno jamming o spoofing: “disturbano” il segnale bloccandolo o lo “ingannano” inviando segnali falsi alternativi.Già all’indomani dell’attacco al Cremlino il sistema di monitoraggio GpsJam, che traccia le comunicazioni satellitari in base ai messaggi radio degli aerei civili, registrava forti interferenze, tali da causare la deviazione di oltre il 10 per cento delle rotte di volo.

Le operazioni di disturbo sono diventate sempre più efficaci. Kiev continua a sferrare attacchi in profondità con una cadenza quasi settimanale, talvolta con centinaia di droni (180 il 14 gennaio, 121 il 24 e 104 la scorsa settimana), ma dall’autunno del 2023 nessun velivolo senza pilota ha più violato la capitale russa.

Cammina, cammina

Putin ora dorme sonni più tranquilli, ma a farne le spese sono i comuni cittadini, a partire appunto dagli autisti e dagli utenti di YandexGo, l’app in stile Uber del gigante moscovita della tecnologia chiamato non a caso il “Google russo”. «La dipendenza dai navigatori ha ormai raggiunto proporzioni assurde. Secondo i sondaggi, li utilizza il 70 per cento degli automobilisti», commenta l’esperto d’auto Pjotr Shkumatov. Prendere un taxi all’interno del Terzo Anello – il Sadòvoe Koltsò, l’Anello dei Giardini che corre a due chilometri dal Cremlino – è diventato un atto di fede. L’app posiziona l’utente in tutt’altro indirizzo. «Problemi di geolocalizzazione», avverte. E seppure si riesca a inserire manualmente la propria posizione esatta, molti autisti rinunciano alla chiamata dopo diversi giri a vuoto e quelli che arrivano si perdono poi lungo il tragitto.

Tardare a un appuntamento è oramai all’ordine del giorno. E oltre al danno c’è la beffa: aumenti dei costi del 15 per cento a Mosca e dell’11 in tutta la Russia perché le attese si allungano e vanno comunque pagate. «Yandex Maps costruisce percorsi errati e sbaglia il calcolo del tempo del viaggio e quindi del suo costo finale», conferma il tassista Anton, autore del canale Telegram Taxi Ombudsman.

Il prezzo da pagare

I problemi ci sono anche se si cerca un’auto o un monopattino in sharing, uno dei diffusissimi servizi di mobilità urbana che consentono di noleggiare veicoli per un breve tragitto. «È divertente vedere come sulla mappa dell’app alcune auto siano “parcheggiate” nel bel mezzo di viali a più corsie o “galleggino” addirittura nella Moscova», racconta l’utente Maksim. Anche ordinare cibo a domicilio è un’impresa: non sai mai se e quando arriverà il corriere. Persino i contapassi ormai vanno in tilt. «Non riesco più a monitorare i miei allenamenti», si lamenta il maratoneta Sergej. E i disagi non finiscono qui. Le interferenze colpiscono anche gli scali Sheremetevo, Domodedovo e Vnukovo, dove gli aerei vengono ritardati o cancellati a causa di “motivi operativi” o per “voli in arrivo in ritardo”, eufemismi per non dire degli attacchi di droni e delle interruzioni del segnale volte a prevenirli. Yandex ha confermato che il malfunzionamento del Gps «colpisce tutti i servizi, dalle applicazioni di navigazione ai braccialetti fitness», ma non ha mai specificato la causa. Quasi nessuno osa incolpare la Svo, l’Operazione militare speciale come in Russia viene chiamata l’offensiva contro Kiev. È tabù. Qualcuno si limita a osservare: «La sicurezza prima di tutto. Pazienza se ci sono disagi». Il 30enne Aleksej, ci scherza su: «Mi tocca fare come sotto l’Urss: studiare il percorso sullo stradario e controllare i nomi delle strade». Va controcorrente la pensionata Anna: «Ben ci sta. Siamo gli aggressori. È il minimo prezzo da pagare».

Sul Venerdì del 7.2. 2025

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