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Ricetta. Semplice ma perfetto, ecco l’uovo alla Nabocoque

L’autore di “Lolita” amava moltissimo le uova. Tanto che nel 1972 inventò un modo infallibile per cucinarle
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Nei quasi cinque anni di questa rubrica ho sviluppato una serie di piccole regole talvolta vagamente paranoiche per evitare il tedio di lettori e lettrici, covando il supremo e segreto timore che qualcuno potesse un giorno, con amici o parenti, riferirsi a questa rubrica come “la solita zuppa”.

Naturalmente, la preoccupazione principale è sul contenuto gastronomico, perché in fin dei conti questa relativamente ampia collezione di ricette, pur avendo assediato le ultime 250 settimane delle vite di chi le legge (e di chi le pubblica), è diventata almeno per me una piccola idea di come si dovrebbe concepire la nostra esistenza alimentare.

Alcune situazioni gastronomiche, per esempio, non devono ripetersi più di una volta al mese: piatti di carne, perché già ne mangiamo troppa, dolci, per lo stesso motivo, e in generale ingredienti specifici (evitare di passare tutto il mese di agosto a mangiare e parlare di pomodorini). Mi autorizzo poi una volta all’anno, e mai due volte nello stesso a…

Nei quasi cinque anni di questa rubrica ho sviluppato una serie di piccole regole talvolta vagamente paranoiche per evitare il tedio di lettori e lettrici, covando il supremo e segreto timore che qualcuno potesse un giorno, con amici o parenti, riferirsi a questa rubrica come “la solita zuppa”.

Naturalmente, la preoccupazione principale è sul contenuto gastronomico, perché in fin dei conti questa relativamente ampia collezione di ricette, pur avendo assediato le ultime 250 settimane delle vite di chi le legge (e di chi le pubblica), è diventata almeno per me una piccola idea di come si dovrebbe concepire la nostra esistenza alimentare.

Alcune situazioni gastronomiche, per esempio, non devono ripetersi più di una volta al mese: piatti di carne, perché già ne mangiamo troppa, dolci, per lo stesso motivo, e in generale ingredienti specifici (evitare di passare tutto il mese di agosto a mangiare e parlare di pomodorini). Mi autorizzo poi una volta all’anno, e mai due volte nello stesso anno accademico: un minestrone, una tarte tatin di qualcosa che non siano mele, una ricetta qualsiasi che includa la mostarda e una storia che – in qualche modo – finisca per tirare in ballo Paolo Conte.

Questa giocosa introduzione serve a giustificare il fatto che, nonostante abbia già fatto una ricetta di uova due settimane fa, e nonostante abbia già citato Vladimir Nabokov lo scorso settembre, ho recentemente scoperto che, nel 1972, quest’ultimo scrisse su un foglietto una ricetta delle uova alla Nabocoque, e non sono riuscito a impedirmi di tradurla: «Fai bollire dell’acqua in un pentolino (se fa le bolle vuol dire che sta bollendo). Prendi due uova (per una persona) e toglile dal frigorifero. Falle scorrere sotto l’acqua calda del rubinetto per prepararle a ciò che le aspetta. Posale in un piattino e falle scivolare silenziosamente, una dopo l’altra, nel pentolino pieno di acqua (sempre bollente). Consulta il tuo orologio da polso. State alle calcagna delle uova con un cucchiaio per impedire loro (tendono a rotolare) di sbattere contro il dannato bordo del pentolino. Se tuttavia un uovo si dovesse rompere nell’acqua (che ora fa bolle come una pazza) e cominciasse a sgorgare una nuvola di roba bianca come un medium in una seduta spiritica d’altri tempi, pescalo e buttalo via. Prendine un altro e stai più attento. Quando saranno passati 200 secondi, o diciamo 240 (contando le interruzioni), comincia a tirar fuori le uova. Poggiale, con la punta in su, in due porta uovo. Con un piccolo cucchiaio fai tap tap circolarmente intorno alla punta e prega che il coperchio del guscio si apra. Vedi di aver pronti del sale, del burro e del pane (bianco). Mangia».

Ricetta: uova alla Nabokov

Ingredienti per 1 persona:
2 uova a temperatura ambiente

Come procedere:
Ponete le uova in un pentolino pieno d’acqua fredda. Posate il pentolino sul fuoco e portate a bollore: quando bolle impostate un timer di quattro minuti. Togliete quindi le uova, e per il resto procedete come Nabokov

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