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Ricetta. Una bistecca al bacio

La bistecca di Charlotte 

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In uno dei primi cortometraggi della nouvelle vague, Èric Rohmer mette una fettina di carne tra Jean-Luc Godard e la sua amata
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Nel 1951 Éric Rohmer girò un piccolo e strano cortometraggio, all’epoca senza sonoro. Il girato rimase in un cassetto per circa un decennio, e fu poi rimontato e in parte doppiato: dei tre personaggi, i due femminili (Andrée Bertrand e Anne Coudret) erano probabilmente irreperibili. Il personaggio maschile è invece un giovanissimo Jean-Luc Godard, che partecipò alla regia di altri cortometraggi dell’epoca.

La trama è molto semplice: Walter, passeggiando per strada, presenta Clara a Charlotte, probabilmente per farla ingelosire. Clara va a prendere un treno e Walter rincorre Charlotte, che va a casa, e di fretta, senza togliersi il cappotto, si prepara un caffè, pare. In realtà Charlotte dice che deve anche «far cuocere della carne»: posa una padella su quello che sembra essere un fornellino da campo, ci mette una piccola noce di burro e quindi estrae dal frigorifero non una bistecca, ma quella che in Italia chiameremmo una “fettina” di carne. La cuoce da una parte, la gira, mette un p…

Nel 1951 Éric Rohmer girò un piccolo e strano cortometraggio, all’epoca senza sonoro. Il girato rimase in un cassetto per circa un decennio, e fu poi rimontato e in parte doppiato: dei tre personaggi, i due femminili (Andrée Bertrand e Anne Coudret) erano probabilmente irreperibili. Il personaggio maschile è invece un giovanissimo Jean-Luc Godard, che partecipò alla regia di altri cortometraggi dell’epoca.

La trama è molto semplice: Walter, passeggiando per strada, presenta Clara a Charlotte, probabilmente per farla ingelosire. Clara va a prendere un treno e Walter rincorre Charlotte, che va a casa, e di fretta, senza togliersi il cappotto, si prepara un caffè, pare. In realtà Charlotte dice che deve anche «far cuocere della carne»: posa una padella su quello che sembra essere un fornellino da campo, ci mette una piccola noce di burro e quindi estrae dal frigorifero non una bistecca, ma quella che in Italia chiameremmo una “fettina” di carne. La cuoce da una parte, la gira, mette un po’ di sale e poi la rimette nel piatto. Nel frattempo, sempre indossando il cappotto, dialoga in modo surreale con Walter, che sta appoggiato al muro e la guarda.

A un certo punto Charlotte offre un boccone di carne a Walter, che prima dice di no, poi lo accetta, e poi pretende un pezzo di pane, che gli viene rifiutato. La sinossi, con ogni probabilità scritta da Rohmer stesso, è particolarmente folgorante: «Walter accompagna Clara alla stazione, dove dà anche appuntamento a Charlotte. Si invita a casa sua nella speranza di baciarla, ma quest’ultima, che si fa un caffè e cuoce una bistecca, non ne vuole sapere di lui. Alla fine lo bacia, ma in ogni caso non si amano». Il cortometraggio s’intitola Présentation ou Charlotte et son steak ed è considerato uno dei primissimi esempi cinematografici della Nouvelle Vague.

Ricetta: la bistecca di Charlotte

Ingredienti per 1 persona:
100 g di carne di manzo, dal carré o dal posteriore
1 noce di burro
Sale e pepe

Come procedere:
La “fettina” di carne rappresenta, per chi fa il mio mestiere, uno dei piatti più disprezzati e considerati incomprensibili. Invecchiando, comincio a trovarci uno strano fascino. In ogni caso, il fatto che non sia una ricetta “gastronomica” non impedisce di migliorarne alcuni dettagli tecnici di preparazione. Contrariamente alle bistecche vere, per esempio, la fettina di carne è bene che stia in frigo fino all’ultimo: questo permetterà di non stracuocere l’interno. Altro dettaglio importante: appena prima di cuocere la carne asciugatela da entrambi i lati con un panno di carta. A questo punto sciogliete il burro in una padella a fuoco vivo: farà la schiuma, poi la schiuma smetterà, a quel punto mettete la carne. Lasciatela tre minuti da un lato, sempre a fuoco vivo, poi giratela e lasciatela altri 2 minuti. Togliete dalla padella, condite con sale e pepe e mangiate.

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