Di fronte alla cascata di premi, Palma d’oro e cinque Oscar, mi sentivo cattivo a non aver visto Anora, avendolo evitato sospinto dal venticello di un pregiudizio immotivato. Tra l’altro, i due film precedenti di Sean Baker (l’indipendente che fa tutto: scrive, dirige, produce, monta) mi erano piaciuti molto: Tangerine del 2015 e Un sogno chiamato Florida del 2017, storia di frenesia e degrado di…