Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Gentile Natalia, mi presento, sono Francesco Galluzzo, di 46 anni, di Milano, papà di Alfredo Carlo, di 15 anni. Le scrivo per parlarLe di un progetto che sto avviando in memoria di mio figlio Alfredo Carlo. Il progetto nasce dalla passione di Alfredo per la critica musicale: ogni venerdì appuntava sui suoi taccuini le nuove uscite e sentiva davvero la musica come una missione. Lo ha fatto anche in ospedale, dopo l’intervento al cuore, durante la degenza post-operatoria, perché la musica aiuta, sostiene e non lascia mai soli. Ecco una foto di quando era “a lavoro” all’ospedale di Bologna, mentre recensiva su un suo taccuino una nuova uscita discografica. Invio il file con una sintesi del progetto che sto elaborando e che si occupa del Barrios, in zona Barona. Saremmo onorati e felicissimi se potesse partecipare all’iniziativa, in ricordo di Alfredo.
Francesco
Un bel ragazzino dalla …
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Gentile Natalia, mi presento, sono Francesco Galluzzo, di 46 anni, di Milano, papà di Alfredo Carlo, di 15 anni. Le scrivo per parlarLe di un progetto che sto avviando in memoria di mio figlio Alfredo Carlo. Il progetto nasce dalla passione di Alfredo per la critica musicale: ogni venerdì appuntava sui suoi taccuini le nuove uscite e sentiva davvero la musica come una missione. Lo ha fatto anche in ospedale, dopo l’intervento al cuore, durante la degenza post-operatoria, perché la musica aiuta, sostiene e non lascia mai soli. Ecco una foto di quando era “a lavoro” all’ospedale di Bologna, mentre recensiva su un suo taccuino una nuova uscita discografica. Invio il file con una sintesi del progetto che sto elaborando e che si occupa del Barrios, in zona Barona. Saremmo onorati e felicissimi se potesse partecipare all’iniziativa, in ricordo di Alfredo.
Francesco
Un bel ragazzino dalla faccia pulita e dal cuore fragile ha lasciato tutti i suoi appunti in un vortice di pensieri: visto l’amore sconfinato di Alfredo per il Festival di Sanremo, gli studenti che vorranno partecipare dovranno assicurare l’invio dei voti espressi per tutte le canzoni in gara e a chi avrà preso i voti più alti verrà dato il Premio Taccuini Musicali per il Festival della Canzone Italiana. Io non ci sarò, anche se mi spiace perché l’idea a me sembra bella, e porterebbe il cuore di un ragazzino a far vincere chi lo merita.
Roberto Benigni in tutte le scuole del regno
Cara stimatissima Aspesi, se il ministro dell’istruzione e la ministra dell’università fossero diventati tali per le loro capacità e non per meriti politici e quindi asserviti alla Capa, dovrebbero fare una sola cosa. Obbligare tutti gli istituti scolastici a far visionare agli alunni d’Italia la lezione magistrale di Roberto Benigni. Inaspettatamente Rai 1 la sera del 19 marzo ha permesso al nostro eroe di esibirsi a favore dell’Europa. Grazie di esistere.
Antonino Musumeci
Rabbia tremenda di non aver visto Rai 1 perché non apro mai il televisore nella paura di rivedere Travaglio. Non so cosa Benigni abbia raccontato ai suoi capi che accumulano solo brani di brutta televisione. Mi fa piacere che questa volta Benigni sia stato bravissimo citando Ventotene, che molti l’abbiano ascoltato sentendo proprio dalla nostra pessima televisione di regime una bella pagina sul futuro che tanti anni fa gli uomini deportati nell’isola già sognavano. E che forse oggi stiamo perdendo.
Il prossimo Primo Maggio vestiamoci tutti di bianco
Gentile Signora Aspesi, sonouna scrittrice indo-italiana, ex insegnante universitaria, residente a Trieste. Mi appello a Lei se può dare una mano a diffondere questo messaggio, se per lei ha senso. Una giornata in bianco: il 1? maggio 2025. Il Mahatma Gandhi sosteneva che «le cose importanti si dicono a bassa voce». Ma i potenti del mondo stanno facendo proprio il contrario. Come figlia spirituale di Gandhi, non posso che sperare che qualcuno si unisca a me in una giornata in bianco, per dire BASTA. Visto che i problemi personali sono tanti, il tempo è tiranno e scendere in piazza non è possibile a tutti, la mia proposta è molto semplice: VESTITI CON QUALCOSA DI BIANCO IL 1? MAGGIO 2025 PER DIRE BASTA A OGNI FORMA DI AGGRESSIONE. Io ci provo. Anche se sono da sola o con due amici e siamo per il momento invisibili, non fa niente. Ci avrò provato. E ci proverò ancora e ancora e ancora. Non sono brava con i social e con la diffusione, quindi mi appello a chi può, se ritiene che possa avere un valore. La ringrazio per l’attenzione, ma questa cosa possiamo farla insieme. Alla gente la cosa interessa. Siamo preoccupati per il nostro mondo. Mostriamo a chi non crede che noi esistiamo, milioni e milioni di favolosi esseri umani, contro i despoti, contro la discriminazione, la guerra. Abbiamo bisogno di essere visibili, indossiamo il bianco il 1? maggio 2025.
Laila Wadia, Trieste, Italia
Lei ha ragione signora Wadia, forse siamo pigri, forse abbiamo tanto da fare, forse ci diciamo, tanto lo faccio domani e nulla facciamo. Oppure crediamo a cosa ci viene detto e continuiamo a crederci anche col borsellino vuoto. Però 50 mila persone sono scese a Roma per mostrare la loro fiducia a Michele Serra e a chi la pensa come lui. Lei vuole una cosa ancora più semplice: il Primo Maggio bisognerebbe vestirsi di bianco, gesto simbolico che ricorda il Mahatma per dire che siamo preoccupati per il nostro mondo, che abbiamo bisogno di essere visibili e di contare.
Travaglio e Repubblica, io li leggo entrambi
Carissima e sempre letta Natalia, neanche io capisco perché il signor De Luca scriva a lei per parlare a Travaglio. Lui ha i suoi giornali, io lo leggo ogni giorno come pure la Repubblica, e grazie ai due giornali si sanno quasi tutte le verità che ci vogliono tenere occultate i vari politici, governi, traffichini, bugiardi, truffatori, i malviventi della politica. Pensavo che Travaglio fosse odiato e detestato da questa destra dei berlusconiani, dei mafiosi, dei delinquenti, dagli evasori, dai fascisti, dai fascisti razzisti che vogliono farla franca. Certe volte è poco simpatico, non le manda a dire, e a volte offensivo, ma non dice cose false, nel suo giornale possono scrivere tutti anche chi ha idee diverse, ogni categoria fragile trova spazio tra le sue pagine, intraprende battaglie da altri ignorate... Non voglio fare la sua “difensora”, non ne ha certo bisogno, ma è anche grazie a persone come lui che forse c’è una speranza. Vi leggerò entrambi: oltre a tante zozzerie lesive per la dignità umana, ci sono persone intellettualmente sane come lui e lei, cara Natalia.
Anna Beltrame
Gentile signora Beltrame credo che lei abbia scelto una via giusta, quella di leggere il signor Travaglio e me, magari divertendosi con me e preoccupandosi con l’altro. Io credo che Travaglio abbia passato troppi giornali, da Repubblica a Il Giornale, da l’Unità (dichiarandosi tempo prima molto anticomunista) al Fatto, e molti altri, dall’essere un vero allievo di Montanelli all’area di sinistra, senza identificarsi in quell’area politica. Poi non ne sopporto il modo monotono con cui dice cose tremende senza fissare nessuno negli occhi. Io l’ho amato quando se la prendeva con il povero Berlusconi e poi più. Adesso non riesco neppure a vederlo ma se lei ci crede, fa benissimo a seguirlo.