✕

La rivoluzione gentile dello Sri Lanka

Harini Amarasuriya, sociologa e attivista, guida il governo dello Sri Lanka da novembre 2024. Nel suo esecutivo ci sono altre due donne (Gabriela Bhaskar/ The New York Times) 

Ascolta l'audio

Dopo la rivolta del 2022, una nuova classe politica sta reinventando il Paese. A guidarla c’è la Prima ministra Harini Amarasuriya, al potere grazieal voto delle donne. Promette: non sarò l’unica
3 minuti di lettura

COLOMBO. E’ stato un breve commento durante una normale sessione parlamentare: ma per Harini Amarasuriya, prima ministra dello Sri Lanka, è stato anche il momento in cui ha capito che il suo Paese, dopo anni di leader autoritari e politiche populiste, stava davvero cambiando. E che nel cambiamento c’era spazio per le donne. Un parlamentare, «non particolarmente femminista» secondo le parole della premier, si è alzato e ha detto che la nazione non poteva crescere davvero se non avesse dato un riconoscimento ufficiale all’«economia della cura», ovvero al lavoro di chi si prende cura degli altri. Un lavoro svolto principalmente dalle donne. «È stata una delle più grandi emozioni della mia vita sentire in Parlamento un linguaggio fino a quel momento confinato nelle conversazioni fra attivisti. Ho pensato: “Beh, tutti questi anni di lotte sono stati ripagati”», ci confida Amarasuriya, ridendo, nel suo ufficio a Colombo, la capitale. A due anni dalla rivolta popolare che cacciò il president…

COLOMBO. E’ stato un breve commento durante una normale sessione parlamentare: ma per Harini Amarasuriya, prima ministra dello Sri Lanka, è stato anche il momento in cui ha capito che il suo Paese, dopo anni di leader autoritari e politiche populiste, stava davvero cambiando. E che nel cambiamento c’era spazio per le donne. Un parlamentare, «non particolarmente femminista» secondo le parole della premier, si è alzato e ha detto che la nazione non poteva crescere davvero se non avesse dato un riconoscimento ufficiale all’«economia della cura», ovvero al lavoro di chi si prende cura degli altri. Un lavoro svolto principalmente dalle donne. «È stata una delle più grandi emozioni della mia vita sentire in Parlamento un linguaggio fino a quel momento confinato nelle conversazioni fra attivisti. Ho pensato: “Beh, tutti questi anni di lotte sono stati ripagati”», ci confida Amarasuriya, ridendo, nel suo ufficio a Colombo, la capitale. A due anni dalla rivolta popolare che cacciò il presidente Gotabaya Rajapaksa, costretto alle dimissioni dall’ondata di proteste contro l’inflazione e la carenza di beni di prima necessità, lo Sri Lanka è nel mezzo di una reinvenzione totale: la rabbia si è trasformata in determinazione, in spinta per un cambiamento radicale. Nel 2024 il Paese è andato al voto due volte, per eleggere il presidente e per il parlamento: la vecchia élite che aveva governato per decenni è stata sconfitta in entrambe le occasioni.Al suo posto ci sono ora i rappresentanti di un movimento di sinistra che promette una società più equa. E maggior spazio alle donne: Amarasuriya, sociologa e attivista, nominata dal presidente della Repubblica Anura Kumara Dissanayake – ex marxista, protagonista di due rivolte armate negli anni Settanta e Ottanta, oggi leader del National People’s Power che ha trionfato nelle urne – ne è forse il simbolo più evidente.

Parità di salario

Le donne sono state una forza trainante del movimento di protesta del 2022. La rabbia le ha spinte a scendere in strada e da allora non si sono più fermate. Ora sono al centro degli sforzi per cambiare l’economia e le leggi del Paese, ma stanno anche plasmando una cultura politica che consenta loro di avere più spazio. Amarasuriya è la prima donna in Asia meridionale a ricoprire una carica così importante che non sia la moglie o la figlia di un precedente leader.Il suo governo porta avanti un’agenda che ha fra i suoi punti principali la parità di retribuzione e gli incarichi per le donne, e punta ad aumentare il tasso di partecipazione femminile nella forza lavoro dal 33 a circa il 50 per cento. Allo stesso tempo, il National People’s Power sta moltiplicando gli sforzi per mobilitare politicamente le donne e garantire che il loro impegno sulla scena pubblica non sia fugace. «Dobbiamo arrivare a un cambiamento nel modo di pensare al governo, al potere e all’autorità», ci dice Amarasuriya.Tra le prime azioni dell’esecutivo ci sono stati i tagli ai budget ministeriali: qui a Colombo le lunghe carovane di auto di servizio e le sontuose dimore sono solo un ricordo. Anche il presidente ha ridotto drasticamente il suo entourage. L’ufficio del primo ministro, che aveva uno staff di oltre cento persone, ora ne impiega una dozzina.All’esterno dell’atrio che conduce all’ufficio della premier, così come sulla sua scrivania, ci sono incorniciati alcuni dei disegni che i bambini delle scuole le hanno inviato. Uno la raffigura con un sari blu e i suoi riccioli naturali: «Zia prima ministra», dice la scritta sopra l’immagine, «che Buddha ti benedica» .

La prova del nove

Per Amarasuriya la scommessa da vincere è l’economia: in ripresa, grazie a un aumento del turismo e alle riduzioni della spesa pubblica dopo decenni di spesa incontrollata. Ma non ancora fuori pericolo.Kaveesha Maduwanthi, 18 anni, lavora in una fabbrica di abbigliamento ed è tra le tante ragazze che sperano che i nuovi leader possano trovare un modo per rilanciare la crescita economica. Guadagna circa 100 dollari al mese. Suo marito, un muratore, porta a casa più o meno la stessa cifra, se riesce a trovare un lavoro fisso. Negli ultimi mesi, più della metà del suo stipendio se ne è andato per il latte artificiale per la figlia di un anno. Lei e suo marito pagano anche cibo e medicine per i nonni che si occupano della bambina mentre loro lavorano. «Non abbiamo bisogno che il governo ci dia cibo» dice «ciò di cui abbiamo bisogno è un Paese in cui io possa guadagnare un po’ di soldi in più, in modo da investire su mia figlia e sul suo futuro».Prima delle elezioni presidenziali dello scorso anno, il National People’s Power ha passato due anni a mobilitare donne come Maduwanthi: e ha funzionato. Prima le elettrici hanno contribuito a portare alla vittoria Dissanayake alle presidenziali, poi il suo partito ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. E in molti distretti le candidate donne hanno vinto facilmente. Amarasuriya, candidata a Colombo, ha battuto il record di voti di Mahinda Rajapaksa, ex primo ministro, ex presidente nonché fratello maggiore di Gotabaya Rajapaksa, il presidente estromesso nel 2022. L’ampia vittoria ottenuta da Amarasuriya e da altre, ha infranto il mito secondo cui in politica non potevano vincere.

Anche qui, l’economia ha contato: al loro successo ha contribuito non poco la scelta del partito di distribuire equamente, ai candidati di sesso femminile e maschile, le donazioni raccolte per la campagna elettorale, in modo da superare gli svantaggi che le donne devono affrontare. Il risultato è che oggi il loro numero in Parlamento è raddoppiato.Amarasuriya sa bene che la strada da fare è ancora molto lunga: le donne sono comunque solo il 10 per cento dei parlamentari, e nel suo governo ci sono soltanto due ministre. Ma sostiene anche che la battaglia non si combatte solo con i numeri: «Serve un flusso costante di cambiamento per influenzare la politica. Anche quella quotidiana», ci dice prima di salutarci. La sfida, a Colombo, è aperta.(Copyright The New York Times 2025)

Sul Venerdì del 28 marzo 2025

Leggi i commenti