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Natalia Aspesi: il mondo ci frana addosso. E noi?

Natalia Aspesi: il mondo ci frana addosso. E noi?

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori

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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Cara Aspesi, dall’alto della sua bellissima età, potrebbe dirmi qualcosa a proposito dei ritorni di focosi ultraottantenni quali Prodi o Bertinotti e perché la sedicente sinistra riesce a vedere solo in Augias o Dacia Maraini i veri difensori della patria? Non è un caso che sia stato riesumato il Manifesto di Ventotene che di anni ne ha ottantaquattro. E di tutta questa storia, ovvero vecchio vecchiume, la Destra prende in giro tutti, nemmeno vantando il suo giovanilismo parafascista, ma solo riportando parole ormai vintage, quale partito rivoluzionario o dittatura del proletariato. Non sarà che forse non si sono mai fatti davvero i conti col passato, un passato che non passa per la sinistra che, a detta di un altro ottantenne, Cacciari, dovrebbe tenersi lontana dalle beghe parlamentari di una premier strafottente, che compare in aula solo per sparare cazzate, pur di non parlare delle cose vere che stanno accadendo nel mondo. E allora io penso che la grande storia italiana che comincia con Dante e finisce (meglio: ricomincia) suppergiù con Falcone e Borsellino andrebbe studiata tutta e non solo per parlare del Fascismo, ma anche del clericalismo, del comunismo e del terrorismo - di destra, di sinistra e di Stato, riportando in auge i vari Cavour, Garibaldi e Mazzini, ma anche Pertini, Craxi e, perché no?, anche Almirante; a patto che però ci dicano qualcosa di nuovo.
Luigi Lamberti

Siamo in un momento molto drammatico, sull’orlo di una possibile guerra, e, se mi permette, penso che noi dovremmo uscire dall’Italia e occuparci di più del mondo che ci sta franando addosso. Augias, mi scusi, è, per me, semplicemente meraviglioso, Bertinotti e Prodi forse sono ormai lontani dal mondo come è, e li vedo faticare, come faccio io, al computer. Lei ha ragione, dovremmo forse occuparci non solo di fascismo. Ma secondo lei: i giovani di oggi sanno davvero cosa è stato per noi l’avvilente fascismo, per non parlare dei diversi e vari soci da lei nominati? Ha ragione anche quando parla del Manifesto di Ventotene del ’41, però a parlarne è stata la signora Meloni, che, 84 anni dopo la sua uscita, riscoprendolo, ha detto che a lei non era proprio piaciuto. 84 anni dopo! Adesso c’è la crudelissima faccenda dei dazi, chissà se questo renderà attuale la nostra vecchia politica.

E “Gioggia” si fece spiegare che cos’è ’sto Manifesto

La fratellina d’Italia ha rosicato per quasi una settimana per piazza del Popolo strapiena di persone di varia età e di idee politiche diverse, ma tutte europeiste e antifasciste. Poi qualcuno dei suoi ha letto, nelle cronache, che alla manifestazione c’era Renata Colorni, figlia di Eugenio Colorni, uno dei firmatari del Manifesto di Ventotene insieme ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi che, ovviamente, era stato pluricitato dai vari intervenuti sul palco. Sempre qualcuno dei suoi si è fatto spiegare da qualche fratello d’Italia meno incolto cos’era ’sto manifesto e gli ha dato una rapida lettura, trovando anche frasi in cui si parla di “ dittatura del proletariato” ed è corso ad informare Gioggia che si stava preparando per l’intervento al Parlamento dove ogni morte di papa le tocca andare. La scoperta di cos’era ’sto manifesto l’ha subito eccitata e le ha permesso, così, di uscire al naturale, come piace a lei e come fa sempre più spesso da quando c’è uno rozzo a capo degli Usa, che la può apprezzare. E così dagli addosso al comunista Spinelli dimenticando solo di dire, come le sarebbe piaciuto ma se l’è scordato, che uno con un cognome così era sicuramente consumatore di marijuana. Peccato che Gioggia non abbia come consigliere un intellettuale di destra valido e colto come Pietrangelo Buttafuoco, il quale le avrebbe sicuramente spiegato che i firmatari suddetti del Manifesto di Ventotene non erano comunisti. Spinelli lo era stato ma era uscito dal partito. Rossi e Colorni erano uno liberale e l’altro socialista. Tutti e tre erano, però, guarda un po’, antifascisti! Se lo avesse fatto si sarebbe rivoltato nella tomba il nonno della fratellina d’Italia, Giorgio Almirante, che, non dimentichiamolo, andò pure al funerale di Berlinguer ma, mentre Spinelli e gli altri erano in esilio a Ventotene, teorizzava la punizione degli ebrei. Ciao a tutti.
Giovanni Mortelliti

Mi piace che lei dia il nome Gioggia alla nostra premier, che in televisione intanto stava chiacchierando volubilmente con il povero Re Carlo III (che magari si è dimenticato del viaggio nell’85 in Italia sullo yacht Britannia assieme alla giovanissima sposa Diana e pareva, allora, quasi innamorato). E adesso è arrivato qui con la sua regina consorte che non si chiama Diana ma Camilla. Le devo dare anche ragione su Pietrangelo Buttafuoco, che essendo molto di destra e convertito all’Islam, è il presidente della Biennale di Venezia, taciturno, che mai si fa vedere, adorato dai suoi numerosi e colti collaboratori, che essendo tutti di sinistra, tremavano all’arrivo di un uomo di destra, e si sono trovati benissimo. E poi siamo ancora al famoso Manifesto (di Ventotene): scoprendo che tra le persone al confino non c’era neppure un comunista! Infatti Spinelli era già uscito dal partito, Rossi e Colorni erano uno liberale e l’altrosocialista.

Le nostre ragazze, tutte a rischio uccisione

Ciao cara Natalia, tempo fa le scrissi che gli uomini ci stavano massacrando e un po’ mi rimproverò… ma io piango ad ogni donna uccisa, ad ogni ragazza massacrata, e piango ormai ogni giorno. Ho una giovane figlia e non dormo mai finché non rientra a casa, l’ansia si è ormai trasformata in una forte gastrite. Spero di non sopravviverle mai, le nostre figlie sono tutte a rischio uccisione.
Anna Beltrame

Questa volta, gentile signora, non posso che darle ragione: quelle due ventenni, Ilaria Sula ammazzata dall’ex fidanzato, e Sara Campanella, perseguitata da un compagno di università che lei non voleva e che poi l’ha uccisa, parlano di due orrori compiuti senza un perché, senza amore, e poi alla fine senza lacrime, se non quelle delle ragazze colpite. Cioè, tutto è avvenuto quasi freddamente, perché forse, e dico forse, questi giovani non hanno pianto, non si sono sentiti assassini, come se avessero sistemato delle cose che a loro non tornavano. Guardi che le dico questa cosa perché le ragazze di casa, è vero, “sono a rischio uccisione”. Riesco anche a capire cosa lei cerca di dire a sua figlia: fin quando lei non è in casa nessuno può proteggerla, il suo corpo è come nudo davanti al coltello, che come una mannaia è come se ci fosse sempre. Mi scusi se le dico questo, ma io per la prima volta piango, incapace anche io di accettare quello che lei chiama massacro.

Sul Venerdì del 18 aprile 2024

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