L'axolotl (Ambystoma mexicanum) è un piccolo, magnifico anfibio endemico del Messico: ha anche un nome italiano, assolotto, che lo rende ancora più simpatico. Ne parla Martina Saporiti sul Venerdì del 1° maggio, nelle pagine che come ogni settimana dedichiamo agli animali: la sua particolarità è che anche da adulto conserva caratteristiche larvali, come le branchie esterne che usa per muoversi e respirare nell'acqua; e che resta sempre "ragazzo", perché a partire dai quattro anni (ne vive una ventina) i processi epigenetici che contribuiscono al suo invecchiamento si interrompono.
Facile capire come mai è una delle specie più studiate per trovare rimedi ai guasti della terza età. Peccato che sia anche una specie in pericolo critico, se non proprio in via d'estinzione: gli esperti calcolano che in natura ne restino poche centinaia (ma per qualcuno anche solo poche decine). L'axolotl ha anche il problema di vivere solo in pochissimi habitat: il principale è il lago di Xochimilco, che si trova alla periferia di Città del Messico.
Guardandolo da vicino con Google Maps, si scopre tra l'altro che Xochimilco non è (più) un vero e proprio lago, ma una rete di specchi d'acqua e canali circondati da una delle città più popolose del mondo e solcati dalle barchette per i messicani in gita domenicale. In questo contesto, la notizia è che la specie non sia del tutto sparita, prova che si tratta proprio di un animale prodigioso. Lunga vita all'assolotto.
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