I giovani d’oggi. Sono così: inquieti, sbandati, immaturi, viziati e a volte anche assurdamente, stupidamente, violenti. Spesso basta un contatto, uno sguardo, una scintilla che scocca tra due gruppi di ragazzini e può finire malissimo, sulle prime pagine dei giornali o nelle notizie di nera più interne, quando va bene e non c’è scappato il morto.
In questo caso a scontrarsi sono un gruppo di San Saba e uno del Celio, a Roma, ma non si sono dati appuntamento sui social, come già successo a Bollate, ai Giardini Margherita di Bologna o a Bergamo qualche anno fa, e non sono saltate fuori le pistole come a Monreale, più recentemente. Virgilio detto Cicciasecca, capo di quelli di San Saba, e Giulio, del Celio, si sono sfidati apertamente, a voce, faccia a faccia, davanti alla fontana della Navicella, perché siamo nel settembre del 1959 e certe cose ancora non c’erano.
È successo che Giulio e Cicciasecca si sono incontrati per caso un giovedì sera, per la strada, alla Navicella, Cicciasecca stava con due ragazze, Rita e Susanna, Giulio ha fatto lo scemo con loro, Cicciasecca si è arrabbiato e ha chiamato gli amici. Erano in parecchi e Giulio è scappato con la coda tra le gambe. Ma il giorno dopo, venerdì mattina, ecco che Cicciasecca ripassa da quelle parti, Giulio lo vede, arriva con gli amici suoi e lo massacra di botte. Così Cicciasecca propone la sfida, appunto, faccia a faccia: ci vediamo questa sera alle otto, ai giardini di Colle Oppio, zona neutra.
Alle otto, puntuali, arrivano quelli di San Saba, che sono undici, trovano quelli del Celio che hanno sottovalutato la situazione e sono solo in quattro, così Giulio fa chiamare il suo amico Luigi, detto Giggi Er Napoli, che comanda una specie di gang a Colle Oppio. Giggi arriva con i suoi, che sono una quindicina, e scoppia la rissa.
Sono tutti armati di cinghie, bastoni e bottiglie rotte, una trentina di ragazzi tra i quindici e i vent’anni che si menano come forsennati in mezzo alle famiglie che passeggiavano per i giardini e che scappano da tutte le parti, terrorizzate. E magari ci scapperebbe il morto anche così, senza coltelli e senza pistole, senza colpi di arti marziali, se non arrivasse la polizia, chiamata dai passanti disperati. Dal commissariato di Monti arrivano le jeep che cominciano a fare il carosello tra la folla come ai picchetti degli operai in sciopero e caricano i ragazzi con i manganelli. I ragazzi rispondono a sassate e scappano per le strade, ma non c’è storia: ne arrestano una decina, tra cui Cicciasecca, Giulio e Giggi.
I giovani d’oggi, scrivono i giornali, ragazzi moderni. Così strani e ribelli, diversi da quelli di una volta, anche se non si sa bene quale. E alla fine, la stessa raccomandazione di sempre. Quella che è mancata, in fondo, è una sonora dose di scapaccioni quando erano piccoli.
Sul Venerdì del 9 maggio 2025