Pastorale còrsa
di Vittorio LingiardiPrima di tutto il luogo,la Corsica. Poi la lingua, labirinto italo-romanzo di gallurese, francese e italiano, «possente, e de’ più italiani dialetti d’Italia», diceva il Tommaseo. Poi i volti, fin dalla prima inquadratura di un anziano che si rivelerà cruciale per lo sviluppo dell’azione, ma per ora ci racconta che i terreni vicino al mare una volta li lasciavano in eredità alle figlie perché privi di valore. A portare sulle spalle la trama del film, che non saprei definire se non “western politico”, è il corpo muto e roccioso di Alexis Manenti nei panni di un giovane pastore, arcaico e allo stesso tempo moderno, collegato al mondo ma radicato nella tradizione. Il bel film firmato da Frédéric Farrucci s’intitola Il Mohicano e racconta la fuga senza fine di Joseph, ultimo pastore del litorale, ancora organicamente legato al paesaggio. L’antico terreno su cui pascolano le sue capre ora fa gola all’industria del turismo che per sveltire le pratiche e costruire in frettasi affida alla maf…
Prima di tutto il luogo,la Corsica. Poi la lingua, labirinto italo-romanzo di gallurese, francese e italiano, «possente, e de’ più italiani dialetti d’Italia», diceva il Tommaseo. Poi i volti, fin dalla prima inquadratura di un anziano che si rivelerà cruciale per lo sviluppo dell’azione, ma per ora ci racconta che i terreni vicino al mare una volta li lasciavano in eredità alle figlie perché privi di valore. A portare sulle spalle la trama del film, che non saprei definire se non “western politico”, è il corpo muto e roccioso di Alexis Manenti nei panni di un giovane pastore, arcaico e allo stesso tempo moderno, collegato al mondo ma radicato nella tradizione. Il bel film firmato da Frédéric Farrucci s’intitola Il Mohicano e racconta la fuga senza fine di Joseph, ultimo pastore del litorale, ancora organicamente legato al paesaggio. L’antico terreno su cui pascolano le sue capre ora fa gola all’industria del turismo che per sveltire le pratiche e costruire in frettasi affida alla mafia. Ma lui dice no, anche se altri pastori, allettati dalla buona offerta economica, hanno detto sì. Finendo nei guai, Joseph diventa un eroe locale, un simbolo di resistenza, appunto il Mohicano. Sua nipote Vannina, arrivata da Parigi con un’amica convinta di fare una vacanza, si troverà coinvolta in un movimento di liberazione identitario ed ecologico. Sarà lei, la donna a cui lasciavano i terreni che non valgono niente ma ora valgono molto, a incarnare lo spirito guida di questa storia appassionante di mafia e patriarcato, di territorio e dignità, ma anche di cadaveri e lotta armata. Un’epica archetipica e contemporanea, leggendaria e reale, dove il tempo veloce aggredisce il tempo lento e il denaro sporca il formaggio bianco dei pastori. Dove l’unica possibilità di ribellarsi, anche nel western, viaggia su Instagram.
Sul Venerdì del 16 maggio 2025