George Michael e la preghiera per il compagno scomparso
di Giuseppe VidettiQuesta è una storia triste, vissuta in un periodo da incubo, quando ancora la scienza era inerme contro l’Aids. Un intreccio di fama e tragedia raccontato in Jesus to a Child, una delle più struggenti canzoni d’amore dell’ultimo mezzo secolo – una ninna nanna in forma di preghiera al capezzale di un amore scippato dall’inevitabile. Oggi nessuno dei due protagonisti è più in vita: Anselmo Feleppa (1956-1993), fashion designer brasiliano vittima dell’Hiv; George Michael (1963-2016), il suo compagno, star precoce (a diciotto anni era nei Wham!, a ventiquattro già un divo come solista), la voce migliore del pop degli anni Ottanta, morto di mal de vivre nel giorno di un disgraziato Natale di nove anni fa.
Michael pubblicò Jesus to a Child tre anni dopo la morte di Feleppa, ma aveva scritto di getto quella trenodìa, pensata come una bossa nova rallentata e dilatata, poche ore dopo la tragedia; l’aveva eseguita, commosso, agli Mtv Awards di Berlino nel 1994 – poi due anni per elaborare …
Questa è una storia triste, vissuta in un periodo da incubo, quando ancora la scienza era inerme contro l’Aids. Un intreccio di fama e tragedia raccontato in Jesus to a Child, una delle più struggenti canzoni d’amore dell’ultimo mezzo secolo – una ninna nanna in forma di preghiera al capezzale di un amore scippato dall’inevitabile. Oggi nessuno dei due protagonisti è più in vita: Anselmo Feleppa (1956-1993), fashion designer brasiliano vittima dell’Hiv; George Michael (1963-2016), il suo compagno, star precoce (a diciotto anni era nei Wham!, a ventiquattro già un divo come solista), la voce migliore del pop degli anni Ottanta, morto di mal de vivre nel giorno di un disgraziato Natale di nove anni fa.
Michael pubblicò Jesus to a Child tre anni dopo la morte di Feleppa, ma aveva scritto di getto quella trenodìa, pensata come una bossa nova rallentata e dilatata, poche ore dopo la tragedia; l’aveva eseguita, commosso, agli Mtv Awards di Berlino nel 1994 – poi due anni per elaborare il lutto, incapace di mettere mano ad altre canzoni e a un altro album, …fino a Older (1996).
Quella con Feleppa fu una breve e fulminante love story iniziata nel 1991; forse all’epoca neanche il suo pubblico – sebbene il testo della canzone fosse inequivocabile – si rese conto di quanto quella perdita avesse segnato l’uomo e l’artista. «Anche adesso dopo ventitré anni mi viene da piangere, lui è stato il mio salvatore», dice Michael in un filmato realizzato per il documentario Freedom, cui stava lavorando poco prima di morire (alludendo a quanto penoso e faticoso fosse stato il suo coming out). Raccontava della perdita dell’amante e della madre, avvenute quasi contemporaneamente: «È stato il periodo più oscuro e spaventoso della mia vita».
Non si sarebbe più ripreso. Jesus to a Child è un miracolo, la nemesi e il dono per un protagonista di quei favolosi (?) Ottanta, gli anni dei trionfi e dell’impotenza. Le sue ultime parole: «Penso sia stata tutta una perdita di tempo e di energie». Riposa tranquillo, George, non è così.