Il Venerdì

Alessandro Gassmann: il vero eco-cambiamento? Parliamone ad Alba

(Illustrazione di Alberto Ruggieri)
(Illustrazione di Alberto Ruggieri) 
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C’è una parola che abbiamo imparato a conoscere (e a temere): greenwashing. Un vestito verde cucito su pratiche inquinanti, un modo elegante per raccontare storie che profumano di sostenibilità, ma che alla prova dei fatti fanno male all’ambiente e alle persone. Basta un claim ambientale vago, uno spot ben costruito, un’etichetta ingannevole: l’effetto è confondere, alimentare sfiducia e rallentare la transizione ecologica. E i numeri sono preoccupanti: secondo la Commissione Europea, oltre la metà delle dichiarazioni “green” sul mercato non ha basi scientifiche né trasparenza. Il rischio è concreto: se tutto è “eco”, niente lo è davvero. E a pagare il prezzo sono i consumatori, le aziende oneste e l’ambiente. Se ne parlerà in questi giorni, alla presentazione del nuovo Rapporto Greenwashing 2025, curato da Kyoto Club durante Circonomia, il festival organizzato dalla cooperativa Erica, ad Alba (Cuneo) .Un luogo caro ai #GreenHeroes, che ci ha accolto negli anni per raccontare storie vere di cambiamento. Progetti, imprese e persone che la sostenibilità non la vendono: la praticano.

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