«Prima di arrivare a Parigi mi interessava il cibo ma per nulla il fatto di cucinare. Quando sono andata a vivere con Gertrude Stein in rue de Fleurus lei disse di voler mangiare del cibo americano nelle sue cene della domenica sera, perché era stufa del cibo francese e italiano. La domenica era il giorno libero della domestica e dovevo cucinare io. Cominciai quindi a cucinare alcuni semplici piatti che avevo mangiato nelle case della San Joaquin Valley in California (…)». Queste righe sono tratte dal terzo capitolo di uno dei libri di cucina più strani e toccanti che siano mai stati scritti: in italiano si chiama I biscotti di Baudelaire, mentre in originale si intitola molto semplicemente The Alice B. Toklas Cook Book. Pubblicato per la prima volta nel 1954, il titolo originale risuona con un altro libro, pubblicato oltre vent’anni prima, da Gertrude Stein, L’autobiografia di Alice B. Toklas. Stein e Toklas sono state compagne di una vita, ma com’è noto Stein era un personaggio diff…
«Prima di arrivare a Parigi mi interessava il cibo ma per nulla il fatto di cucinare. Quando sono andata a vivere con Gertrude Stein in rue de Fleurus lei disse di voler mangiare del cibo americano nelle sue cene della domenica sera, perché era stufa del cibo francese e italiano. La domenica era il giorno libero della domestica e dovevo cucinare io. Cominciai quindi a cucinare alcuni semplici piatti che avevo mangiato nelle case della San Joaquin Valley in California (…)». Queste righe sono tratte dal terzo capitolo di uno dei libri di cucina più strani e toccanti che siano mai stati scritti: in italiano si chiama I biscotti di Baudelaire, mentre in originale si intitola molto semplicemente The Alice B. Toklas Cook Book. Pubblicato per la prima volta nel 1954, il titolo originale risuona con un altro libro, pubblicato oltre vent’anni prima, da Gertrude Stein, L’autobiografia di Alice B. Toklas. Stein e Toklas sono state compagne di una vita, ma com’è noto Stein era un personaggio difficile, com’è facile intuire: non credo ci siano altri casi nella storia della letteratura in cui un autore si arroghi il diritto di scrivere l’autobiografia della persona amata. Nei lunghi decenni di vita comune, Toklas aveva una ambizione segreta, «scrivere un libro tutto suo», e il risultato è questo. Molti piatti sono strani, astrusi, difficili o improbabili da riprodurre: la loro funzione era senz’altro stupire e intrattenere gli ospiti di casa, quasi sempre persone note e grandi artisti. Ma mangiare si deve, e con discrezione si nascondono nel libro anche ricette semplicissime e magiche, come questa mousse al cioccolato, che viene descritta pertinentemente come «molto buona».
Come procedere
Riducete il cioccolato in piccoli pezzi e fatelo, sciogliere in una ciotola, a bagnomaria, con 2 cucchiai d’acqua. Nel frattempo separate i tuorli dagli albumi e montate gli albumi a neve fissa. Quando il cioccolato sarà appena sciolto mescolatevi bene i tuorli. Unite poco a poco gli albumi, in tre volte, mescolando delicatamente. Lasciate raffreddare alcune ore in frigorifero e servite.
Che cosa serve
Tre uova,
separate 250 g
di cioccolato fondente